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Matera, i Carabinieri denunciano dipendente della Provincia che ‘gonfiava’ il proprio stipendio

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Matera hanno denunciato in stato di libertà un 55enne,di Matera, dipendente dell’Amministrazione Provinciale da 34 anni, ritenuto responsabile del reato di frode informatica, per aver sottratto denaro all’Ente di appartenenza, intervenendo senza diritto sui dati informatici relativi alla retribuzione propria e degli altri dipendenti.
È stato accertato infatti, che l’uomo, impiegato con la mansione di “istruttore amministrativo” approfittando della propria mansione di addetto all’invio telematico alla tesoreria provinciale delle retribuzioni assegnate a tutti i dipendenti, nel mese di maggio avesse percepito uno stipendio di oltre 6.300,00 €, a fronte di una retribuzione mensile spettantegli di 800-1000,00 €, e che per il mese di giugno si apprestasse a farsi accreditare in banca 9.300,00 €, molto più di quanto percepiscono anche i funzionari e i dirigenti del suo ufficio.
Il delitto è stato scoperto nell’ambito delle procedure di verifica attuate dall’Amministrazione Provinciale sulla consistenza del proprio patrimonio finanziario, avviate in previsione dell’imminente soppressione della Provincia di Matera, fissata per il 31 dicembre 2014.
L’immediato intervento dei carabinieri, delegati con urgenza dalla Procura della Repubblica di Matera a perquisire l’ufficio e l’abitazione dell’uomo, ed a sequestrare tutti gli apparati telematici nella sua disponibilità, ha impedito proprio che l’uomo potesse appropriarsi, con lo stipendio di giugno, di questo “tesoretto”.
L’indagine sarà trasferita ora all’esame della Procura Distrettuale di Potenza, competente sui reati di criminalità informatica. Ulteriori accertamenti saranno volti a scoprire da quanto tempo l’insospettabile impiegato aumentasse il proprio stipendio, quale somma abbia potuto sottrarre complessivamente all’erario, se l’ha divisa con altri, e cosa ne abbia fatto, considerato che apparentemente egli non conduceva una vita agiata. L’Amministrazione Provinciale ha immediatamente sospeso il suo dipendente infedele dall’impiego per 30 giorni, in via precauzionale.

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