Matera, il Sindaco De Ruggieri: “In questo Primo maggio non si festeggia ma si celebra il lavoro”

“In questa situazione così difficile, il lavoro non si può di certo festeggiare ma si deve senza dubbio celebrare”.

Il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, commenta così la giornata del primo maggio. 

“Ogni uomo è ricco o povero a seconda della quantità di lavoro di cui può disporre ed i lavoro è il valore fondante della Costituzione italiana perché è la precondizione per creare libertà ed eguaglianza. Solo chi lavora riesce ad essere libero e solo chi ha un reddito può evitare di essere subalterno e marginale rispetto ad altri. Oggi corriamo il rischio che questa situazione angosciante e pericolosa, crei disoccupazione. Dobbiamo essere consapevoli di questi rischi e lavorare insieme. Così come è determinante che la politica adotti gli strumenti necessari per creare occupazione e innalzare il valore del lavoro. Il Comune lo sta facendo attuando gli investimenti programmati in questi anni nel settore delle nuove tecnologie, delle infrastrutture culturali e turistiche, oltre che di quelle materiali”. 

Il Sindaco ha poi commentato la bocciatura da parte del consiglio comunale del rendiconto consuntivo: “Il Comune di Matera ha a disposizione circa 2,5milioni di euro derivanti dall’avanzo di amministrazione, per il rilancio dell’economia ed il sostegno alle imprese e alle famiglie in difficoltà ma questi interventi sono stati congelati per quanto accaduto ieri. Il consiglio comunale ha bocciato il bilancio consuntivo perché la minoranza ha voluto prendersi una rivincita, utilizzando l’assenza giustificata di alcuni consiglieri di maggioranza, per non far passare il provvedimento. Questo uso muscolare della politica mi inquieta perché ha neutralizzato il valore razionale e morale della politica stessa. E’ purtroppo una vittoria di Pirro per chi ritiene di averla conseguita, perché a pagare le conseguenze di questa situazione sono i materani che non potranno godere da subito delle risorse, liquide ed esigibili, di cui il Comune dispone e che potevano essere già innervate nel tessuto economico e sociale della città”.

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