Maternità e lavoro, al via i nuovi servizi e convegno a Marconia

L’ufficio della Consigliera regionale di Parità della Regione Basilicata ha collaborato alla realizzazione del convegno dal titolo ‘Discriminazione, sistemi di conciliazione vita e lavoro, una impresa possibile’. L’iniziativa organizzata dalla Fidapa, dalla Provincia di Matera, dal Comune di Pisticci e dall’Ordine degli avvocati di Matera, si terrà domani alle ore 17 presso la Sala Consiliare di Marconia del Comune di Pisticci. Lo annuncia la Consigliera Regionale di Parità, Maria Anna Fanelli.

“Nel corso del convegno – spiega Fanelli – verranno sottolineate in particolar modo le discriminazioni pre e post maternità che ricadono sulle donne lavoratrici e sulla famiglia e nel contempo verrà presentata da Franco Pesce, dirigente dell’Ufficio Programmazione della Regione Basilicata, l’Intesa Conciliazione Famiglia-Lavoro, in atto grazie all’impegno della Giunta Regionale della Basilicata, a seguito della sottoscrizione del documento da parte del Presidente Vito De Filippo con il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri’.

Intanto proprio nell’ambito dell’Intesa prosegue la sperimentazione di modelli innovativi di servizi di cura per l’infanzia in alcuni Comuni lucani con popolazione inferiore ai tremila abitanti.

Sono già tre i servizi educativi domiciliari per la prima infanzia avviati nei Comuni di Brindisi di Montagna, Miglionico e Castronuovo Sant’Andrea.

In questi centri sono stati applicati tre differenti modelli tenendo conto delle peculiarità proprie di ciascun territorio. A Brindisi di Montagna il servizio si svolge all’interno dell’abitazione di uno dei bambini selezionati. La mamma di un bambino è l’operatrice di supporto che affianca l’educatrice professionale. La sperimentazione è partita il 6 marzo scorso e conta la partecipazione di 6 bambini di età media di 2 anni. A Miglionico, il servizio che vede una maggiore presenza di madri lavoratrici, è stato organizzato all’interno dell’abitazione di un’operatrice. Avviato il 9 marzo, al momento è destinato a 7 bambini di età media di un anno e mezzo.

A Castronuovo di Sant’Andrea, invece, si è scelto di erogare il servizio all’interno di una struttura di proprietà del Comune. Sia l’educatrice che l’operatrice non sono mamme dei bambini coinvolti. Il modello permetterà di monitorare quale peso ha la condivisione degli spazi familiari e di verificare se la destinazione unica della struttura all’erogazione del servizio può rappresentare una discriminante per il buon andamento delle attività pedagogiche. Alle tre tipologie di sperimentazione viene inoltre applicata la metodologia ICF Children, che mostrerà i punti di forza e di debolezza dei tre modelli pianificati.

 

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