Mattarella: Legalità e lotta alla corruzione, fattori indispensabili per la nuova crescita italiana

Legalità e lotta alla corruzione sono condizioni irrinunciabili per la nuova crescita italiana”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento alla cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” ai cavalieri nominati il 2 giugno 2015, ospitata al Quirinale. Presenti il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato, e il ministro delle Sviluppo Economico, Federica Guidi, il Presidente del Senato Grasso, quello della Corte Costituzionale Criscuolo, il Questore della Camera, Dambruoso, rappresentanti del parlamento, del governo e del mondo dell’imprenditoria.
“Sono lieto di continuare la tradizione di questa importante cerimonia, trovandomi davanti una platea con tante eccellenze: manager e imprenditori che – ha sottolineato Mattarella – fanno da traino alla nostra economia e rappresentano la qualità italiana nel mondo; giovani diplomati di grande talento, che, dopo aver concluso il ciclo di studi col massimo dei voti, si misurano ora con le discipline universitarie e si preparano a costruire il futuro, il loro futuro e, insieme a tutti i giovani, quello del Paese”.
“Conferisce un forte significato a questa giornata – ha osservato il Capo dello Stato – riunire insieme, gli uni accanto agli altri, i nuovi Cavalieri del Lavoro e i giovani Alfieri del Lavoro, selezionati per il merito. È decisivo per l’avvenire del nostro Paese promuovere questo patrimonio di capacità umane che lega insieme le generazioni. L’Italia può avanzare, può esprimere ancor meglio le proprie qualità, può superare le debolezze, ma serve il contributo di tutti. L’unità del Paese non è soltanto un dovere: è ragione di forza e di sviluppo. Unità tra le generazioni, vicinanza tra il mondo del lavoro e la scuola: sono obiettivi a cui non si deve rinunciare”.
“Dopo una lunga crisi, in questi mesi abbiamo registrato dati incoraggianti di ripresa. Anche le principali istituzioni finanziarie internazionali – ha annotato – hanno colto questi nostri segnali di maggior fiducia, che tocca ora a noi consolidare e rafforzare. È una sfida per chi fa impresa: abbiamo bisogno di imprenditori che mettano in campo nuovi progetti, sappiano scrutare un orizzonte più ampio, sappiano investire. La ripresa rappresenta una sfida per tutte le istituzioni e per l’intera società, che continuerà ovviamente a esprimere, come è bene che sia, opinioni e interessi diversi, ma ha bisogno per la sua stessa coesione che tornino a crescere le eccellenze e che vengano colte le potenzialità dell’Italia”.
La crisi, ha aggiunto Mattarella, “ha prodotto ferite sociali, ha allargato la forbice delle diseguaglianze, soprattutto ha bruciato posti di lavoro. Produrre ricchezza per il Paese significa saper produrre lavoro. Il lavoro – ha rimarcato – è il fondamento della Repubblica. Lo è ancora come settanta anni fa, quando i costituenti scrissero l’articolo 1 della nostra Costituzione.

 

Fonte: AISE

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