Melfi, scongiurato il pericolo di contaminazione delle acque potabili nell’area industriale

“Nel mese di luglio si è diffusa la convinzione che ci sarebbe stata la contaminazione o quanto meno il pericolo di contaminazione dell’acqua potabile, in collegamento con l’inceneritore ex Fenice, localizzato nell’area di San Nicola di Melfi. La presunta pericolosità è stata oggetto di valutazione in un incontro tenuto la settimana scorsa in seno al Dipartimento Ambiente, convocato dall’Assessore Pietrantuono, con la partecipazione di tutti gli enti coinvolti. Voglio rassicurare i cittadini, i lavoratori e le aziende lì insediate circa l’inesistenza di alcun rischio di contaminazione dell’acqua potabile”. Lo ha reso noto il sindaco di Melfi, Livio Valvano, in un comunicato.
“Subito dopo la notizia diffusa sui media – prosegue il primo cittadino – notizia collegata al procedimento penale conseguente alle indagini sulla gestione dell’inceneritore, gli enti preposti hanno immediatamente provveduto ad eseguire gli opportuni approfondimenti. La prima valutazione si è diretta ad analizzare gli elementi resi noti dal NOE, dall’esame dei quali non è emersa alcun elemento di pericolo.
Ciononostante si è ritenuto eseguire ulteriori accertamenti e proprio ieri ho ricevuto il rapporto della ASP che conferma la conformità di tutti i parametri dell’acqua potabile erogata da Acquedotto Lucano nell’area industriale di Melfi. Le analisi sono state eseguite per sicurezza ma probabilmente bastava considerare che tra il sito contaminato e le acque di falda sotto l’inceneritore, dove permane la contaminazione oggetto delle attività di bonifica in corso di svolgimento, e le acque potabili non c’è alcun collegamento fisico. L’acqua potabile è fornita da Acquedotto Lucano che riceve la fonte primaria dal Sele, con l’impianto ex Acquedotto Pugliese.

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