Michele Misseri in versione costume di carnevale

A carnevale si sa, ogni scherzo vale. E’ stata questa la giustificazione di un commerciante (di cui non faremo il nome per non incrementare la sua “fama” che tanto gli aggrada) de rione sanità, che ha bollato come novità 2011 il vestito di carnevale “Zio Michele”. Non un abito per adulti, ma per bambini. Infatti il negozio è specializzato in abiti per carnevale, per fanciulli dai 3 agli 8 anni. Ed ovvimente il costume prevede anche la “corda”.  Il commerciante non nuovo a trovate di questo tipo, infatti per carnevale 2010 aveva proposto il vestito da “Totò Riina”, ha sottolineato, orgogliosamente, che non ha incontrato alcuna difficoltà a piazzarlo sul mercato.

Il quotidiano Il Mattino ha pubblicato una foto del costume: si tratta del tipico abbigliamento da contadino, camicia a quadri, gilet, cappello… Il tutto è però corredato da una corda – l’arma del delitto Scazzi – che caratterizza inequivocabilmente la maschera. I tre vestiti che erano disponibili nel negozio, realizzati artigianalmente sono già stati venduti.  Che la società in generale abbia subito una caduta libera nei valori, viene ogni giorno confermato dalle varie notizie di cronaca, dagli omicidi per futili motivi, alle situazioni di bullismo e baby gang che reclutano fans sempre più giovani. Ciò che sconvolge, è però sapere che “mamme” hanno acquistato e consigliato di indossare tale abito ai propri bambini. Ricordiamo che il negozio in questione veste solo bambini dai 3 agli 8 anni. Quale sarà dunque l’abbigliamento carnevalesco del resto della famiglia? I genitori si vestiranno da Olindo Romano e Rosa Bazzi? E il resto della famiglia, Erika? Omar? Amanda Nox? Raffaele Sollecito? Annamaria Franzoni? Pietro Maso? E perchè escludere “il pirata della strada”?  Indiscutibile e privo di ogni giustificazione razionale la proposta carnevalesca del commerciante, ma le mamme /genitori che incoraggiano i figli a vestire (e acquistano) il vestito di un mostro farebbero bene a pensare un po’ di più al futuro, al tipo di educazione e valori che instillano nei figli e a che tipo di “soggetti” inseriscono nella società.

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