Quasi mille profughi sbarcati stanotte a Gallipoli

E’ approdata stanotte, alle 3.15, nel porto di Gallipoli (Lecce) la nave Blue Sky M carica di immigrati, e che ha dovuto lanciare un sos mentre navigava al largo dell’isola di Corfù. Subito dopo l’attracco sono iniziate le operazioni di sbarco dei migranti (in tutto sarebbero 970, molti di più rispetto ai circa 600 di cui si era parlato prima dell’approdo), con numerosi bambini e donne. La nave, battente bandiera moldava, secondo le prime testimonianze date dagli stessi migranti di probabile nazionalità siriana, sarebbe partita dalla Turchia, diretta in Croazia, a Rijeka, ma sarebbe stata abbandonata alla deriva nel Canale di Otranto dall’equipaggio, composto da scafisti dopo che l’sos lanciato da un passeggero aveva spinto le autorità marittime greche a contattare la plancia. La navigazione e le operazioni di attracco sono state condotte da un gruppo di 6 militari della capitaneria di porto e della Guardia costiera, saliti a bordo a circa tre miglia dalla costa di Santa Maria di Leuca, coadiuvati dagli elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica:
Il portavoce della Guardia Costiera, Filippo Marini, e il comandante della Capitaneria, Attilio Dacconto, hanno affermato: “E’ stata evitata una tragedia. La nave era stata abbandonata, con il motore bloccato a velocità di 6 nodi e diretta verso le scogliere fra Tricase e Leuca. Si è rischiata la collisione della nave sulla costa, e questo avrebbe potuto causare la morte tra le persone a bordo ed un grave danno ambientale. Le operazioni di soccorso sono state molto difficili e complicate a causa delle pessime condizioni del tempo. Abbiamo lottato contro ilo tempo. Una volta sulla nave, i militari hanno preso in mano la situazione, cambiato la rotta della nave e, dopo aver sbloccato il motore, hanno portato la nave nel porto di Gallipoli, assicurando lo sbarco e la salvezza dei numerosi migranti”. Durante le operazioni di salvataggio, i militari hanno trovato bloccati i telegrafi delle macchine, ovvero i comandi del motore.
I profughi si dichiarano di nazionalità siriana e pachistana; 130 di loro sono stati ricoverati negli ospedali di Gallipoli, Lecce, Tricase, Copertino e Casarano per stati di ipotermia e disidratazione, ed hanno dichiarato che non mangiano e devono da giorni. Tra loro ci sono 35 bambini molto piccoli, in cura per grave ipotermia, e una decina di donne incinte, una persona con un femore rotto, un cardiopatico e persone con contusioni varie. Gli altri sono ospitati in centri allestiti nelle palestre di tre scuole di Gallipoli. Le autorità hanno avviato gli interrogatori e sospettano che tra i profughi possano nascondersi anche membri dell’equipaggio. Il cargo trasportava anche 9 tonnellate di petrolio.

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