Mollica: “Il vino lucano vero volano dell’economia”

“Il vino per l’uomo è come l’acqua per le piante, che in giusta dose le fa stare bene erette”. Con questa citazione del filosofo greco Platone il presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica ha concluso il suo intervento al convegno internazionale di studio dal titolo “In vino civilitas – Vite e vino dall’antichità all’età moderna – Percorsi interdisciplinari di studio e di ricerca”, che si è svolto oggi a Potenza presso la sede dell’Unibas. “Lo stretto legame tra vino e territorio, il continuo progresso qualitativo – ha sottolineato il presidente -, hanno permesso ai vini lucani di ottenere la denominazione di origine e di conquistare pubblico e critica. Il vino, insieme ai prodotti tipici e tradizionali della Basilicata, è parte integrante e distintiva del patrimonio culturale della nostra terra e delle nostre genti”.
Il presidente nel suo intervento ha definito il vino come quella “nobile bevanda che non è desiderato, bevuto, amato, versato e bramato solo ai giorni nostri, ma affonda le sue radici nella cultura dei tempi. E non è mancato il riferimento al poeta latino Orazio, originario di Venosa, “che vedeva nel vino la massima fonte di ispirazione per le sue odi; qualcosa che ha dato voce al suo animo poetico attraverso carta e penna. Il vino è anche sacralità, presente com’è nel calice a simboleggiare il sangue di Cristo. È letteratura dai poeti greci e latini, al Medioevo, al Rinascimento fino ai nostri giorni con Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Edgar Allan Poe. Ha senso dunque parlare di cultura del vino e questo convegno ne è la prova evidente. L’uomo nel tempo ha saputo trasformarlo da fattore di benessere fisico a fonte di guadagno. Il vino è imprenditorialità: 50 miliardi di export significano una voce importante per l’economia, segno di un Italia che si impone sui mercati esteri. Il vino, infatti, è diventato in poco tempo il fiore all’occhiello di gran parte delle produzioni tipiche delle regioni italiane ed è oggi una leva determinante per lo sviluppo di strategie locali. In altre parole – ha spiegato – il vino è capace di cogliere le prospettive e le sfide nell’ambito delle diverse politiche e strumenti integrati a sostegno dello sviluppo; un elemento socio – economico e culturale del proprio territorio”
“I momenti di riflessione e arricchimento – ha aggiunto il presidente, con riferimento ai tre giorni del convegno – devono essere per le istituzioni un input e uno stimolo affinché il vino rientri nella programmazione regionale, per continuare ad affermarsi per la nostra Basilicata come vero volano dell’economia. Il settore vitivinicolo lucano rappresenta un elemento trainante nei confronti delle altre produzioni agricole grazie anche al crescente consenso riscosso in campo nazionale e internazionale dalle produzioni enologiche. La Basilicata infatti è terra generosa in fatto di vini. Molti sono i vini degni di nota, tra questi l’Aglianico del Vulture che è senza dubbio tra i migliori vini prodotti in regione e che non a caso ha ricevuto moltissimi riconoscimenti in campo internazionale”.
“Il vino entra nel quotidiano – ha detto ancora Mollica – come simbolo di cultura che deve fare ancora molta strada. A noi il compito di comunicarla proseguendo su questa strada con lo stesso impegno che ci ha permesso di istituire, attraverso una legge, il Parco urbano delle cantine di interesse regionale, strumento concreto per accrescere il reddito dei nostri viticoltori e per creare una nuova imprenditoria aperta a nuovi mercati italiani ed esteri, e da ultimo con l’apertura dell’enoteca regionale di Venosa”. Il presidente ha colto l’occasione, infine, per ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione del convegno, “che – ha detto – ha visto personalità di eccellenza dare il proprio contributo e in particolare la Deputazione storia patria per la Lucania che, sin dalla sua istituzione, promuove studi storici relativi alla regione, con la collaborazione di altri istituti di immediato interesse nel campo della cultura”.

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