Morto il Cardinal Martini. Il ricordo di Nino Falotico

“La morte di Cardinal Martini lascia un vuoto incolmabile nella comunità cattolica e priva credenti e non credenti, cattolici e non cattolici, delle sue qualità di uomo prima ancora che di pastore”. Lo ha detto stamane Nino Falotico in qualità di portavoce del Forum delle associazioni cattoliche del lavoro (Movimento Cristiano Lavoratori, Confartigianato, Confcooperative, Compagnie delle Opere, Cisl, Acli e Coldiretti) commentando la morte del cardinale Carlo Maria Martini. “Con la sua saggia e coraggiosa guida spirituale, improntata al dialogo tra laici e cattolici e ad un ecumenismo non di facciata, Carlo Maria Martini ha saputo interpretare le inquietudini della modernità e le sue sfide etiche, politiche e sociali evidenziando – ha aggiunto Falotico – una non comune capacità di ascoltare le ragioni degli altri, anche le più ostiche, pur ribadendo con fermezza i valori intangibili e indisponibili del cattolicesimo. La sua vita e la sua opera, costantemente orientate alla difesa dei più deboli, sono la testimonianza vivida di come la fede possa essere elemento di coesione, dialogo e confronto. Da ambasciatore di fede tra i non credenti – ha detto ancora il leader della Cisl lucana – Cardinal Martini ha portato la parola di Dio nei territori di frontiera, dove è più difficile far valere le proprie ragioni e dove più facili sono le incomprensioni, valicando diffidenze e steccati culturali e dimostrando con le parole, a volte scomode, e con i fatti che non può esistere fede senza dialogo e senza ascolto. Per la Cisl e per tutti i cattolici impegnati nel sociale – ha concluso Falotico – la morte di Cardinal Martini è una perdita inestimabile, ma è anche lo sprono a vivificare il suo insegnamento nella battaglia quotidiana per il lavoro e l’emancipazione delle classi sociali meno abbienti”.

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