Nell’area industriale di Viggiano manca l’acqua alle aziende

Numerose attività produttive ed esercizi pubblici che operano nell’area industriale di Viggiano da oltre due mesi sono senza acqua. E’ la segnalazione del Csail-Comitato Promotore Indignati Lucani, presieduto da Filippo Massaro, che ha raccolto le proteste degli operatori economici. La titolare di un esercizio di bar-tabacchi-tavola, calda dopo le continue richieste e sollecitazioni al Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri rimaste inevase, riferisce il Csail-Massaro in una nota – è stata costretta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza per interruzione di pubblica utenza di primaria necessità. Secondo quanto è stato possibile apprendere dagli uffici del Consorzio a Villa d’Agri, i gravi disservizi segnalati sono dovuti alla rottura della condotta di adduzione principale di competenza dell’Ente consortile.

Tutto ciò ha comportato, per alcune aziende, la necessità di provvedere ad installare, a proprie spese, un serbatoio di accumulo di acqua con relativa pompa di sollevamento, per far fronte ad un’emergenza che perdura da troppo tempo. Per ovvie ragioni – sottolinea il Csail – è impensabile che l’acqua possa essere portata alle attività dell’area industriale attraverso un’autobotte che non sarebbe assolutamente igienicamente e sufficiente a soddisfare le esigenze di approvvigionamento idrico. Non si comprendono pertanto le ragioni per cui non si provveda alle necessarie riparazioni delle condotte che costerebbero decisamente meno e risolverebbero definitivamente il vergognoso problema.

“Siamo di fronte – commenta Filippo Massaro – all’ennesimo caso di grave disfunzione del Consorzio di Bonifica che si conferma un carrozzone ‘politico-mangiasoldi’ e, con ostinazione nega il Governatore-sceicco, che munge denaro pubblico-regionale per ripianare i pesanti deficit dell’ente, e non è in grado nemmeno di riparare una condotta. Per l’area industriale di Viggiano è la testimonianza che i progetti di sviluppo legati al petrolio si infrangono dietro la politica, l’inefficienza e l’incapacità di chi ha responsabilità istituzionali. Dopo l’invenzione dell’impatto emotivo da parte del Presidente De Filippo per indicare il diffuso sentimento di malessere del popolo del petrolio ci aspettiamo adesso un nuovo scatto geniale e creativo del Presidente-sceicco per indicare l’impatto di cittadini ed operatori economici per i servizi essenziali carenti”.

 

 

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