Nota della Cisl e First Cisl sul commissariamento della Banca Popolare di Bari

Il segretario generale aggiunto della Cisl, Gennarino Macchia, e il segretario generale della First Cisl, Arnaldo Villamaina, hanno rilasciato la seguente nota sul commissariamento della Banca Popolare di Bari.

 

“Se gli ultimi rilevanti piani industriali delle principali banche del paese (e i relativi non condivisibili tagli al costo del personale) hanno sinora generato una presenza sempre più rarefatta di sportelli e filiali sul territorio lucano, il commissariamento in atto da parte della Banca d’Italia del più grande istituto bancario del meridione è cosa assai più grave. La forte presenza e il forte radicamento della Popolare di Bari nel tessuto socio-economico delle regioni del Sud, tra cui anche la Basilicata, ha finora garantito una buona quantità e qualità dei livelli di occupazione, unita ad una identica qualità dei servizi offerti alla nostra come alle altre comunità regionali, con la differenza che, come si sa, la nostra regione è completamente priva della presenza di una propria realtà bancaria locale, se si eccettua la presenza della rete territoriale delle banche di sviluppo cooperativo, anche esse però interessate da un avanzatissimo complesso processo di aggregazione a carattere nazionale.

 

Vi è da dire che il commissariamento in atto della BPB non è certo un fulmine a ciel sereno e che da diversi anni oramai le organizzazioni sindacali della banca stanno denunciando gli innumerevoli ritardi del management aziendale nel cercare di affrontare strutturalmente ed efficacemente il problema del risanamento patrimoniale dell’istituto pugliese; tutti i dipendenti della banca si sono finanche pesantemente autotassati con la promessa dei vertici dell’istituto di risanare il bilancio sociale. Tutto inutile. La voragine del mal governo degli ultimi anni ha continuato a proporre cambiamenti di sola facciata; ha vanificato rapidamente anche i sacrifici dei lavoratori, oltre che i soldi dei tanti risparmiatori che hanno acquistato con fiducia le azioni della Popolare di Bari, lasciando un quadro desolante che oggi, dopo l’ennesimo rinvio di un piano industriale sempre annunciato ma mai varato, ha di fatto determinato il commissariamento della banca e con esso ha messo la parola fine alle infinite interlocuzioni di una dirigenza che ha dimostrato nei fatti di non essere all’altezza della situazione e che ha finito per incrinare irresponsabilmente il rapporto di fiducia tra la banca e la propria clientela.

 

Ora la Popolare di Bari, pur nella difficoltà di una situazione grave come il commissariamento e di cui andranno sicuramente accertate le responsabilità, può definirsi libera; può e deve auspicabilmente ritrovare la sua identità, che non è solo un elemento strategico per sostenere la società e l’economia del mezzogiorno d’Italia, ma lo è anche per garantire la stabilità e la fiducia nell’intero sistema bancario del paese. Quello della stabilità della BPB è un problema che ci riguarda tutti per gli effetti negativi che può determinare sull’economia interregionale e necessita per questo di un responsabile, non strumentalizzato e urgente intervento governativo, nella non secondaria considerazione che questa banca può ancora contare sul suo più grande valore, costituito dalla competenza e dalla qualità professionale dei suoi tremila dipendenti che rappresentano il suo vero e più grande patrimonio, a disposizione come sempre di tutti i risparmiatori e correntisti, che anche in questi frangenti e con tutta la preoccupazione immaginabile, continuano con abnegazione a svolgere il proprio lavoro.

 

Per queste ragioni la Cisl e la First Cisl di Basilicata sono vicine e solidali con tutti i lavoratori della Popolare di Bari e si adopereranno per mezzo di tutte le proprie strutture locali e nazionali, federali e confederali che hanno già preso in queste ore ferma posizione sulla vicenda, per una veloce soluzione del commissariamento atta a riportare tranquillità e serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, a garantire tutti i diritti dei suoi risparmiatori e correntisti”.

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