Omicidio Noemi, il Gip: “Lucio ha ucciso perchè condizionato dal contesto familiare”

Le continue interferenze e i pesanti condizionamenti esercitati dal nucleo familiare di Lucio M. hanno avuto un peso nella decisione di uccidere Noemi Durini, la 16enne di Specchia morta poco più di un anno fa. E’ quanto emerge dalle motivazioni della sentenza del gip Aristodemo Ingusci, che ha condannato Lucio alla pena di 18 anni e 8 mesi di reclusione. La sentenza è particolarmente dura nei confronti del papà di Lucio, dipinto come colui il quale “detesta Noemi e la demonizza in ogni occasione”. Il ragazzo è stretto in una morsa: da un lato il rapporto intensissimo con il padre (“vera e propria subordinazione”, secondo Ingusci), dall’altro l’affetto nei confronti di Noemi. Ma quando capisce che Noemi vuole troncare la relazione, sia per la sua gelosia, sia per le botte che in più di un’occasione riceve , Lucio sceglie, e vede nella morte di Noemi il solo e unico modo per risolvere la questione.
“Di fronte all’ormai ineludibile alternativa tra sacrificare definitivamente il rapporto familiare per preservare quell con Noemi da un lato e, dall’altro, perdere la ragazza per salvare il primo, con aberrante lucidità e freddezza e senza rimorsi, decide di uccidere la ragazza, perchè non tollera che Noemi possa essere di altri; sceglie allora, con atto di insano egoismo, di sopprimerla”, si legge nel documento del Gip.
Le modalità con cui Lucio uccise la ragazza sono note: una coltellata alla nuca (con la punta del coltello che si spezzò) e alcuni colpi di pietra in testa. Poi Noemi fu sepolta, ancora viva, sotto un cumulo di pietre. Trovò la morte per asfissia. In quei momenti concitati, secondo il giudice, per Lucio “non un momento di cedimento, né un attimo di umana pietà”.
E così oggi, dopo 3 mesi dal verdetto di colpevolezza (emesso il 4 ottobreo 2018), sono state depositate le motivazioni della sentenza. Una volta valutato il da farsi, il legale dell’imputato, l’avvocato Luigi Rella, potrebbe decidere di impugnare la sentenza e presentare appello.

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