Palazzina “della morte” a Bari Japigia, il gip dispone nuove indagini

“Il reato non può considerarsi allo stato prescritto”. Con questa motivazione il giudice per le indagini preliminari ha disposto nuove indagini sul caso della “palazzina della morte” di Japigia, quartiere di Bari. Si tratta dell’edificio in via Archimede 16, nnella zona sud del capoluogo barese, dove 21 inquilini dalla metà degli anni Novanta ad oggi si sono ammalati di neoplasie rare causate dai roghi della vicina ex discarica comunale e molti di essi sono morti.

Il giudice ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal legale che rappresenta i familiari degli inquilini morti o in cura, ritenendo che “le investigazioni suppletive indicate dagli opponenti siano indubbiamente pertinenti e necessarie” per accertare il reato di morte e lesioni come conseguenza di altro reato.
Secondo la Procura erano trascorsi troppi anni per perseguire penalmente i responsabili, sindaci e direttori Amiu di Bari del ventennio dal 1962 al 1988. Per questo il pm Baldo Pisani aveva chiesto l’archiviazione. Per il giudice, invece, il reato “non può considerarsi allo stato prescritto” perché “è da individuarsi nell’epoca dell’insorgenza della malattia o dell’evento morte”.

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