CronacaPuglia

Patrizia D’Addario condannata a 16 mesi di reclusione per calunnia

Patrizia D’Addario è stata condannata a 16 mesi di reclusione (pena sospesa) per calunnia. E’ la decisione presa dal giudice monocratico del Tribunale di Bari, Chiara Civitano, che ha condannato la donna, nota alle cronache per aver partecipato a feste nelle residenze dell’ex premier Berlusconi. Il fatto risale al febbraio 2007, quando la D’Addario, secondo l’accusa, cercò di convincere due agenti di polizia ad evitare la rimozione della sua auto, una Lancia Y, parcheggiata in sosta vietata, e per non dare le sue generalità, disse di sentirsi male. I poliziotti chiamarono il 118, ma lei rifiutò le cure del medico a bordo.

Il 17 marzo, poi, mentre si trovava in commissariato (dove era stata convocata), avvertì un malore e fu condotta al Pronto Soccorso, dove fu giudicata guaribile in 3 giorni, dichiarando “di essere stata trattenuta fisicamente in una stanza del posto di polizia contro la sua volontà da persona sconosciuta e non in divisa”. La donna è stata assolta dai reati di istigazione a commettere atti contrari ai propri doveri d’ufficio e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità. Il legale della donna, l’avvocato Fabio Campese, ha già dichiarato che presenterà appello.

 

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