Piccolo sguardo nel passato: da Bernalda a Bosco Salice

Un tuffo nel passato in una sorta di vero e proprio amarcord per riportare alla luce e rievocare spazi mai dimenticati di giovinezza e riproporre la lezione del passato per progettare un futuro migliore. E’ l’obiettivo prioritario che si propone lo scrittore Pietro Russo nel suo pregevole saggio “Piccolo sguardo nel passato- Da Bernalda a Bosco Salice” pubblicato per i tipi della BMG Editrice. Un libro, frutto di una interessante proposta culturale e che rivolge al pubblico più vasto dei lettori, scritto in dialetto con relativa traduzione in italiana, per salvaguardare da una parte il vernacolo quale parte integrante della nostra civiltà e presentare dall’altra un importante segmento di una storia per certi versi ancora sconosciuta. Una vicenda autobiografica dunque inserita nel più vasto contesto storico della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra che pure fece sentire le sue tristi conseguenze a Bernalda e Bosco Salice, come allora era chiamata Marconia, dove la famiglia dell’autore si era trasferita per lavoro, scoprendo una realtà diversa alle prese di problemi di sopravvivenza, di ricostruzione ed alla ricerca di una nuova identità sociale ed economica, dopo gli anni bui del Confino Politico e del Centro Smistamento Profughi. Pietro Russo, allora giovanissimo, scopre a Bosco Salice, che pure non è tanto lontana da Bernalda una dimensione nuova che pure ha forgiato la sua tempra e narrata nel libro sotto forma di un romanzo avvincente che seduce e che coinvolge il lettore. Un libro altamente educativo dunque che propone diverse chiavi di lettura ma che soprattutto fa luce su un periodo controverso della storia del sud in una piccola realtà mortificata e troppo spesso trascurata. Russo a Bosco Salice vive i quotidiani problemi del mondo del lavoro in un contesto particolarmente caldo dominato dalle lotte contadine, dal contrabbando, dalla difficile convivenza. “Un mondo – come rileva Pio Rasulo – che Pietro Russo si porta dentro e rigenera attraverso una efficace visione narrativa, per risvegliare nei più giovani sentimenti di amore per la terra natia e memorie che non vanno eliminate.” L’autore non è nuovo ad esperienze letterarie. Ha già pubblicato una serie di interessanti opere tra cui Primi Canti, Ricordi Lontani, Pagine Sparse, Dizionario Fonetico Morfologico, Racconti di Vita Agreste, I Nonni raccontano. L’opera sarà presenta sabato 5 febbraio, ore 18,30,  presso il Cecam di Marconia,  con i saluti di Giovanni Di Lena e le relazioni di Franco Armento, Giuseppe Coniglio e Dino D’Angella, moderatore Angelo Morizzi. 

Giuseppe Coniglio

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