Povertà, la social card non basta

“La social card è il tipico esempio di una politica estemporanea che pretende di curare la polmonite con l’aspirina”. Così commenta il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, la reintroduzione nel decreto milleproroghe della social card destinata ai pensionati poveri. “Gli anziani poveri – spiega Falotico – non hanno bisogno di palliativi di pochi spiccioli ma di una seria politica sociale fatta di servizi alla persona. La social card è la classica misura che fa molto rumore mediatico, ma che ha il non trascurabile difetto di costare molto, di produrre pochi risultati e di esporre i beneficiari ad un’incivile gogna sociale oltre che a lunghe e farraginose difficoltà procedurali per gli interessati”.

Per il segretario della Cisl “è arrivato il momento di affrontare con decisione riformatrice il vero nodo della questione che è la riduzione del prelievo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Senza una riforma strutturale delle tasse, in grado di sottrarre salari e pensioni alla tagliola di un fisco forte con i deboli e debole con i forti, la povertà continuerà ad allargarsi e ad inghiottire strati sociali che sembravano fino a qualche anno fa esenti dal fenomeno”.

Secondo Falotico “la riduzione delle tasse sui redditi fissi avrebbe, inoltre, il non trascurabile effetto di aumentare i consumi e accelerare una ripresa economica che, in assenza di un’adeguata politica della domanda, si annuncia assai pigra. La politica lasci le opere caritatevoli al mondo del volontariato e metta in campo misure strutturali per la tutela dei redditi delle famiglie e il contrasto alle povertà, a partire dall’approvazione del nuovo assegno per i nuclei familiari, misura già proposta dalla Cisl, e dalla rimodulazione, a livello regionale, del programma di cittadinanza solidale in modo da garantire l’accesso ai benefici al maggior numero possibile di famiglie che vivono in condizioni di estrema indigenza”.

“Dopo il taglio della Regione Basilicata di circa il 50 per cento degli assegni di cura – prosegue Falotico – c’è da essere indignati per il fatto che lo stesso decreto milleproroghe del governo nazionale non abbia confermato l’assegnazione di 400 milioni di euro per i non autosufficienti. Questo mancato finanziamento – conclude il segretario della Cisl – si riverserà drammaticamente ancora una volta sulle famiglie lucane che hanno un proprio congiunto in serie condizioni invalidanti”.

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