Presentato il Piano particolareggiato del bacino estrattivo della pietra leccese

“Abbiamo difeso l’industria estrattiva come un pezzo della tradizione del genio del sistema produttivo pugliese. In ogni territorio della nostra regione ci sono, per varietà di ricchezza, storia, tradizione e cultura, presenze di insediamenti dell’industria lapidea che rappresentano un vanto. Noi abbiamo lavorato per mettere le regole in questo settore”. Parole del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando il Piano particolareggiato del bacino estrattivo della pietra leccese di Cursi e Melpignano, adottato dalla giunta regionale. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone.
“Si tratta di un settore estremamente delicato – ha aggiunto Vendola – perchè, in assenza di regole, il rischio è di arrecare profonde ferite al territorio, al paesaggio, alla bellezza. Rispettando le regole con il ripristino ambientale, la cura anche sulla fine della coltivazione di una cava, invece, si può lavorare affinchè la pietra di Lecce, di Apricena, di Trani, continuino ad essere quell’ingrediente di qualità della storia della nostra identità”.
La normativa consentirà di pianificare le attività estrattive, rendendole compatibili con le attuali esigenze di salvaguardia della qualità della vita, di tutela del paesaggio e del territorio, di valorizzazione e gestione di un risorsa non rinnovabile, affinchè diventino, anche nella percezione delle comunità residenti, opportunità e risorsa.

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