Proclamato lo stato di agitazione alla CoopBox di Ferrandina

Da oggi sono in stato di agitazione i circa 40 lavoratori della CoopBox, azienda di Ferrandina che produce imballaggi per alimenti, una delle poche realtà ancora attive in Valbasento. Le segreterie regionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil e la Rsu motivano il ricorso allo stato di agitazione e al blocco dello straordinario con “la modalità unilaterale del tutto inopportuna e scorretta con la quale l’azienda sta portando avanti il suo piano di ridimensionamento, preludio – dicono i sindacati – della dismissione dello stabilimento di Ferrandina”.

 

In una nota diffusa al termine dell’assemblea di ieri, Femca, Filctem e Uiltec diffidano l’azienda “dal rimuovere macchinari e qualsiasi altro strumento”, nonché “ad utilizzare in maniera strutturale i manutentori in postazioni esclusivamente finalizzate alla produzione”. I sindacati, che hanno allertato la prefettura di Matera, annunciano “dure azioni di mobilitazione e protesta” in caso di atti unilaterali da parte dell’azienda.
Vicenda travagliata quella dello stabilimento CoopBox di Ferrandina, di proprietà del gruppo cooperativo Ccpl, che ha un altro stabilimento a Bibbiano (RE) e sedi in Spagna, Francia, Slovacchia e Marocco. Tre anni fa la fabbrica lucana fu al centro di una vertenza che si concluse con la firma di un accordo al ministero dello Sviluppo economico che prevedeva un nuovo piano industriale e la salvaguardia dei posti di lavoro.

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