Pronto uno studio scientifico sui casi di intossicazione da funghi

I funghi svolgono un’importantissima funzione regolatrice dell’ecosistema e, pertanto, rientrano tra le risorse più importanti del Parco nazionale del Gargano in termini di biodiversità, spesso depauperata dalla raccolta indiscriminata e dalla non adeguata preparazione dei cercatori occasionali. E proprio per quest’ultimo aspetto, è stato deciso di effettuare uno studio scientifico in grado di valorizzare, tutelare e valutare qualitativamente e quantitativamente le specie fungine presenti sul Gargano.
Ieri mattina, infatti, presso la direzione generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa tra il Parco del Gargano e l’Università di Foggia, che ha dato ufficialmente l’avvio al progetto di ricerca che vedrà coinvolto anche il Centro Antiveleni. “Un progetto molto importante perché porta con sé un triplo salvataggio: della cultura, delle vite umane e della biodiversità. Il Gargano vanta la presenza di oltre 2000 specie di funghi, numeri enormi per un’area così circoscritta. Non è un caso che la società micologica scelga sempre il nostro Gargano come location per i convegni nazionali” ha spiegato il presidente del Parco del Gargano.
Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre a Stefano Pecorella, anche il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia Antonio Pedota, il pro-Rettore dell’Università di Foggia Milena Sinigaglia ed Anna Lepore, direttore del Centro Antiveleni. Dopo aver effettuato una mappatura dei funghi del Gargano, i ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia, unitamente a quelli del centro Antiveleni, valuteranno attentamente la presenza o meno di sostanze inquinanti, metalli pesanti e/o agenti patogeni all’interno degli stessi funghi.
Da un’accurata analisi effettuata presso il Ministero della Salute, emerge come questo progetto sia unico nel suo genere nel Sud-Italia. “Con lo studio sui funghi – conclude Pecorella – diamo soltanto il via ad una serie di altri progetti che ci vedranno coinvolti con l’Università. A breve chiederemo alla Regione che il Parco, con i Comuni interessati e con il supporto scientifico dell’Università e delle Asl, diventi l’Ente formatore per il rilascio dei patentini per la raccolta dei funghi”.

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