Regione Puglia eroga fondi per i centri di Procreazione Medicalmente Assistita

In attesa che si stabiliscano le tariffe, la Puglia non aspetta e con una
delibera di Giunta individua i soggetti che possono erogare queste
prestazioni con le tariffe e le condizioni di rimborsabilità.
800mila euro per i sei centri accreditati fino alla fine del 2017
La Regione Puglia, con delibera di Giunta approvata nel corso della seduta di ieri pomeriggio
Prestazioni di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) – Disposizioni transitorie a
seguito dell’approvazione del DPCM 12 gennaio 2017 – Accreditamento provvisorio del
Centri di PMA
, ha inteso disciplinare le modalità di erogazione, come LEA, della prestazioni
di PMA omologa ed eterologa, in attesa che si
definiscano, attraverso un decreto del
Ministero della salute, non ancora approvato, le tariffe massime delle prestazioni
.
L’esecutività della delibera è però subordinata al parere che esprimerà il Tavolo congiunto
Ministero della Salute e MEF per la verifica degli adempimenti regionali relativi al PO
2016/2018.
Infatti, alle regioni in piano operativo o in piano di rientro, è preclusa la possibilità di
garantire, sia con oneri a carico del Sistema sanitario regionale che con oneri a carico del
bilancio autonomo regionale, prestazioni sanitarie non comprese nei LEA. Occorre dunque
prima, e in fretta, stabilire le tariffe a livello nazionale per poi poter applicare pienamente il
DPCM nella parte riguardante la PMA.
Nelle more dell’approvazione della delibera di Giunta da parte del
Tavolo congiunto
Ministero della Salute e MEF per la verifica degli adempimenti regionali relativi al PO

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