Rinnovate le cariche del Forum Ambientale Permanente del Comune di Pisticci

Prendiamo atto del rinnovo delle cariche del Forum Ambientale Permanente del Comune di Pisticci, ma non possiamo esimerci dal far notare che le recenti elezioni sono illegittime. Innanzitutto, la massima carica di questo organo è adesso espressione di un’associazione decaduta in base allo stesso Statuto più volte citato nel comunicato del 22 ottobre scorso, che dà notizia dell’esito delle nuove elezioni. Infatti, l’articolo 5, al comma 7, stabilisce che “dopo tre mancate partecipazioni al Forum, il componente decade dalla partecipazione allo stesso. Una successiva richiesta di reintegro può avvenire dopo non meno di un anno solare dall’avvenuta esclusione”. Come da verbali e registro presenze, l’associazione I Calanchi non ha partecipato a più di tre incontri consecutivi del Fap, al quale, evidentemente, non riteneva di dedicare tutto questo interesse. Ricoprono una posizione non regolare, inoltre, anche altre associazioni che tuttavia hanno partecipato alle elezioni dello scorso 20 ottobre, le quali si configurano dunque come non valide, essendo trascorso meno di un anno solare dalla loro automatica decadenza dal Fap. Crediamo che di fronte ad elezioni evidentemente prive di fondamento giuridico, il Consiglio Comunale di Pisticci, che ha istituito il Fap con delibera unanime e, in base all’art. 11, ha approvato il suo statuto oggi trattato come carta straccia, debba vigilare, così come avrebbe già dovuto indagare sulle ragioni che hanno portato il 23 settembre scorso alle dimissioni in massa del suo intero direttivo e della stragrande maggioranza delle associazioni che lo componevano. Un fatto che in un paese normale diventa motivo di discussione politica, invece di essere archiviato fra l’assordante silenzio dei più. Un silenzio ingiustificato anche perché i fatti che hanno portato 15 associazioni ad allontanarsi formalmente dal Fap riguardano la Valbasento, che non poteva e non può che essere una priorità, sia alla luce dell’emergenza che questa intricata vicenda rappresenta, sia per quella che è stata la genesi del Forum, nato nella stessa delibera istitutiva di analisi indipendenti del fiume Basento, che oggi il Comune di Pisticci ha abbandonato, saltando di fatto l’intero monitoraggio dell’anno 2014.
Ci sorprende, adesso, come associazioni che fino ad oggi liberamente non hanno ritenuto necessario e opportuno dare il loro contributo agli argomenti affrontati dal Fap, anche diversi dalle gravi problematiche dell’area industriale di Pisticci scalo, e non hanno mai cercato un confronto né hanno mai formulato proposte, si ritrovino ad essere coinvolte in prima linea, arrivando addirittura a ricoprire, dopo mesi di assenza e conseguente decadenza, ruoli di responsabilità.
Il Comune di Pisticci, invece di farsi promotore di mere operazioni di facciata, attraverso il reclutamento alla bisogna di associazioni, peraltro in maniera irregolare, desse le risposte che abbiamo più volte chiesto e che rappresentano le ragioni delle nostre dimissioni. Risposte tutt’oggi mancanti. Risposte che, ad onor di cronaca, solo l’Anspi ha chiesto, dopo essere stata invitata di recente ad entrare nel Fap. Risposte scarsamente esaurienti, se è vero che l’Anspi ha abbandonato il tavolo del ri-costituendo Fap, mostrando rispetto per la storia di un organismo che non aveva contribuito a creare e delle cui vicende non è stato protagonista ed evitando di precipitarsi frettolosamente a reggere il gioco di qualcuno il cui unico problema non sono i contenuti che hanno portato alla rottura, ma le forme da garantire attraverso nuove elezioni. Ovviamente, riconosciamo anche delle eccezioni, rappresentate da quelle associazioni che erano del Fap, hanno dato il loro contributo e legittimamente hanno valutato di rimanervi.
Il Comune di Pisticci, a partire dal sindaco Di Trani, deve spiegare perché a Pisticci Scalo, nonostante altisonanti proclami di lungo corso ai quali puntualmente non ha fatto mai seguito un’azione consequenziale, i miasmi continuano ad imperversare senza che nessuno stia provvedendo a contenerli. Vogliamo ricordare al primo cittadino che con una diffida dello scorso agosto stabilì un termine di 15 giorni entro i quali Tecnoparco e tutti gli organismi preposti avrebbero dovuto risolvere il problema, diversamente disse che avrebbe provveduto in proprio. Perché, allo scadere dei 15 giorni e tutt’oggi, risultando il problema evidentemente irrisolto, non c’è alcun suo atto concreto?
La partecipazione a tutti i tipi di tavoli istituzionali, la cui cabina di regia nel frattempo è sempre più evidentemente esterna a quella di un Comune che sta facendo da comprimario a scelte e dinamiche, peraltro discutibili, volute da altri, non è sufficiente. Gioverà nuovamente ribadire quelle richieste, tutt’ora prive di risposta, che ci portarono alla sofferta decisione di dimetterci. Abbiamo chiesto e non ottenuto risposte su: l’interruzione a fine 2013 del monitoraggio indipendente del Basento, stabilito con la stessa delibera costitutiva del Fap; la mancata consequenzialità nell’azione dell’amministrazione comunale rispetto ai principi ispiratori del documento “Valbasento: sostenibilità esaurita”, condiviso pubblicamente dal Comune di Pisticci, documento che, peraltro, chiedeva di intervenire sulle attività impattanti, in nome del principio di precauzione; il mancato coinvolgimento del Fap nei tavoli interistituzionali; la proposta, non condivisa dal Fap, di trasferire il quartiere residenziale di Pisticci Scalo; le diffide del sindaco Di Trani a Tecnoparco rimaste prive di alcun seguito nonostante gli annunci.
Giova anche ricordare che il Fap non è solo un organo consultivo, ma ha potere di denuncia e di fronte alle inadempienze di una pubblica amministrazione non può esimersi da certi doveri.
Quello che ci interessa davvero non è il Fap, soprattutto quando qualcuno lo intende come fine e non come strumento, ma la soluzione dei problemi, a partire dai più urgenti. Ed i problemi ambientali più urgenti, in questo territorio, si trovano in Valbasento. E’ inevitabile che la priorità sia questa. Su questa priorità, al netto di proclami, tatticismi e qualche nota stampa che disegna una realtà che non c’è, facciamo fatica ad intravedere risultati concreti.
Le associazioni firmatarie: Allelammie, Ambiente è Vita, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica di Puglia e Basilicata, Avis comunale Marconia “Arcangelo Barbetta”, Centro Studi Gymnasium, Comitato Civico Tinchi, Emanuele 11e72, La Spiga, Legambiente Pisticci, Lykeios, Movimento Azzurro Matera, Mp3, Unione Nazionale Consumatori Pisticci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *