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Siglata l’intesa tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria sulla tassazione agevolata del salario accessorio

Più contrattazione di secondo livello uguale più salario nelle buste paga dei lavoratori lucani. È questo in sintesi il senso dell’accordo siglato nei giorni scorsi tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria di Basilicata sull’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% sul salario di produttività corrisposto dalle imprese lucane aderenti al sistema di rappresentanza di Confindustria per il periodo d’imposta 2011. Lo rende noto il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, che sottolinea come “questo accordo sia il frutto della riforma contrattuale e del conseguente rafforzamento della contrattazione decentrata, fattori che producono benefici concreti sul salario dei lavoratori e che possono contribuire in maniera sostanziale al rilancio dei consumi interni e, quindi, alla ripresa economica”. Falotico sostiene, inoltre, la necessità di estendere i benefici della riforma contrattuale del 2009 al pubblico impiego, ed è per questo che la Cisl, unitamente alla Uil di Basilicata, appoggiano la campagna promossa dalle rispettive categorie del pubblico impiego affinché la tassazione del salario di produttività per i dipendenti pubblici venga ridotta dall’oltre 30% attuale al 10%. L’accordo siglato con Confindustria prevede, in particolare, che gli incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa corrisposti nel 2010 saranno sottoposti al nuovo regime fiscale agevolato. Le imprese applicheranno l’imposta sostitutiva del 10% a tutti i lavoratori dipendenti anche se occupati presso sedi o stabilimenti situati al di fuori della Basilicata.

Per il segretario della Cisl Falotico “l’intesa siglata con Confindustria integra la contrattazione nazionale stabilendo un quadro normativo certo per l’applicazione delle agevolazioni fiscali stabilite dalla legge e rappresenta un ulteriore passo in avanti verso un sistema contrattuale sempre più articolato in grado di assicurare una più equa redistribuzione della produttività”. Secondo Falotico, infine, “questo accordo rappresenta il primo significativo passo verso una compiuta forma di democrazia economica in cui i lavoratori e le imprese cooperano non solo nella fase della produzione ma anche nella distribuzione dei vantaggi che derivano da un più elevato livello di produttività aziendale”.

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