Sit-in Prefettura, Giustizia per Taranto: “Fronte comune per dare un altro futuro alla città”

Siamo tornati in strada accanto a tante persone, associazioni e movimenti appena ce n’è stata data nuovamente la possibilità. Lo abbiamo fatto perché non c’è tempo da perdere: ancora una volta Taranto è ad un bivio ed i giochi si stanno facendo a Roma e, come sempre, a danno dei tarantini.
Sono infatti già ad uno stato avanzato le operazioni per consentire l’ingresso della controllata di Stato (Invitalia) nel capitale sociale dell’ex-Ilva, per la gioia di ArcelorMittal che vedrà così al suo fianco un partner su cui scaricare le passività.
La priorità del Governo è cedere la fabbrica per ricavare i soldi necessari a ripianare i debiti pregressi con le banche che investirono nello sconsiderato salvataggio del siderurgico con garanzia statale.
Obiettivo del governo è anche mantenere gli stessi livelli produttivi di qualche anno fa, senza considerare, però, che il mondo non ha più bisogno di tutto quell’acciaio e che quei livelli occupazionali sono una bolla destinata a deflagrare nuovamente fra qualche tempo.
Per imbellettare questo nuovo ‘pacco’ per la nostra comunità, si proverà a convertire due o tre linee produttive della fabbrica, al gas. Soluzione che però non risolverebbe il problema ambientale. Tutto questo lo si intende fare con ulteriori miliardi di fondi pubblici, gli stessi che sarebbero sufficienti per risanare l’intero territorio tarantino, garantendo occupazione sana e nuove prospettive di sviluppo.
Ieri abbiamo rivendicato con forza, di fronte alla Prefettura (emanazione del Governo nella nostra città), che un’altra strada è percorribile e pretendiamo che venga percorsa. D’altro canto è solo il nostro fronte di lotta ad aver raccontato da sempre come stavano le cose, a cominciare dal fatto che questa fabbrica continuerà ad uccidere, senza neppure più risolvere il problema dell’occupazione. Non a caso ieri erano presenti anche tanti operai con i quali si stanno ricucendo le divisioni che la politica ha alimentato per agevolare i propri interessi.
Chiediamo che si ascolti la città e che le istituzioni locali, dal Comune alla Regione, diano seguito agli intendimenti più volte manifestati riguardo ad un nuovo corso per Taranto lontano dai veleni, facendo vere barricate al nostro fianco. E chiediamo ai parlamentari ionici di dar seguito alle intenzioni sbandierate in campagna elettorale, circa la chiusura delle fabbriche della morte. Ricordando, soprattutto a quelli che sono al Governo che, per pretendere attenzione per Taranto, basterebbe far mancare il sostegno politico alla maggioranza di cui fanno parte. Spesso, infatti, sembrano dimenticare di esserne organici. Taranto merita altro e il tempo per pretenderlo è esattamente questo.

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