Soppressione del Tribunale di Pisticci, conseguenze negative per l’economia

Per salvare la sezione staccata di Pisticci del Tribunale pare quanto mai opportuno affidarsi più alle argomentazioni di carattere giuridico e costituzionale per condizionare il Governo ad approfondire i temi della giustizi in Basilicata, che a proclami e passerelle. Ne è pienamente convinto l’on. avv. Nicola Cataldo, che in questi giorni, per la giusta causa, mette a disposizione tutta la sua ampia professionalità e le sue provate competenze giuridiche. La sezione di Pisticci deve continuare a funzionare sia per la produttività in ordine alle sentenze nel civile e nel penale, sia perché il Tribunale di Matera non sarebbe in grado di assorbire in maniera dignitosa quanto proviene da Pisticci. Si apprende intanto che il presidente della Camera Fini ha disposto la trasmissione delle osservazioni dell’avv. Cataldo alla Commissione Parlamentare competente affinchè i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione e assumere le iniziative opportune. Il parlamentare pisticcese intanto ha diffuso una nuova e approfondita nota in cui manifesta la delusione sull’ultimo consiglio comunale, in cui la nota positiva è venuta dagli avvocati che hanno offerto una serie di argomentazioni giuridiche, tecniche e storiche sulla necessità di mantenere un Ufficio antico e prestigioso. “Una delusione completa -rileva Cataldo- tutti i parlamentari intervenuti sostanzialmente hanno detto di aver operato bene sin dall’inizio delle delega al Governo per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il sen. Belisario (IDV) era addirittura assente ma sulla stampa locale aveva omesso ogni riferimento alla sezione distaccata di Pisticci, per cui il suo pensiero che per Pisticci non c’è più niente da fare pare abbastanza evidente. Né i dubbi sono stati fugati dal consigliere regionale Benedetto, pure IDV. Anzi, con gli altri consiglieri regionali e parlamentari non ha saputo cogliere il momento particolare che vive la Basilicata. con la manifestazione dei 1750 dipendenti dell’ ANIC, che sono andati agli uffici della regione a Matera per chiedere lavoro e sviluppo e non solo previdenza e assistenza; e le dichiarazioni di Marchionne che cominciano a mettere in dubbio la produzione della Grande Punto in Basilicata. Il risultato sul piano politico è che la Basilicata non ha una classe dirigente. Parlamentari e consiglieri regionali non sono ormai che comitati elettorali dei partiti incapaci di elaborazioni originali, di proposte politiche e programmatiche per chiedere un intervento straordinario per il Sud, per il lavoro e lo sviluppo. Sintomatica l’assenza del governatore De Filippo che non ha fatto pervenire nemmeno un messaggio.” Davanti alla mancanza di proposte e iniziative, di emendamenti e suggerimenti, Cataldo sollecita ancora la Regione ad istituire una consulta di docenti universitari, esperti e tecnici per promuovere un piano straordinario di sviluppo anche con la prospettiva di un inserimento in un piano di lavoro di tutto il Mezzogiorno. “Il tutto -conclude Cataldo- in grado di collegarsi operativamente con la comunità economica europea sia in termini di finanziamento che collegamento con altre realtà della Comunità” Anche il Piano Jonio-Europa per lo sviluppo turistico, il surplus di produzioni agricole destinate al macero verso le popolazioni del Terzo Mondo e l’incentivazione degli emigranti a fare ritorno sono componenti rilevanti di un progetto da perseguire per il benessere economico e sociale delle nostre popolazioni.

Giuseppe Coniglio

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *