Svilippo Sud, De Filippo: “Concentrazione risorse dà chance se lo Stato investe”

“La condivisibile tesi per cui il Sud deve concentrarsi su vere priorità presuppone un postulato ossia che la priorità dell’Italia come dell’Europa sia il Mezzogiorno perché è qui e solo qui che si possono avere i più ampi e rapidi margini di crescita”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo al confronto tra i governatori del Sud sul tema “Concentrare i fondi su vere priorità” organizzato a Napoli nell’ambito dell’evento “Piano europeo – crescita per il sud”.

“Senza far torto alla meritoria opera che sta conducendo il Ministro Barca – ha proseguito de Filippo – devo dare atto che il processo di concentrazione delle risorse per lo sviluppo del Mezzogiorno si era già avviato in precedenza nella concertazione tra i Governatori del Mezzogiorno e l’allora ministro della Coesione Fitto, con le Regioni che hanno aderito volontariamente a questa impostazione di lavoro, impegnando sia fondi comunitari che non si era riusciti a spendere, sia, ad esempio per quel che riguarda la Basilicata, fondi che pure erano destinati ad altre iniziative e risorse proprie per dare corpo e sostanza a piani di sviluppo lungo gli assi individuati. Ma qui torna il tema delle risorse. Perché, ad esempio, la Germania che oggi è motore e spesso ago della bilancia dell’Euro,a ha saputo investire in 20 anni per recuperare il ritardo di sviluppo dell’ex Ddr meglio di quanto l’Italia abbia saputo fare in 150 anni, mettendo in campo risorse, secondo uno studio dell’Università di Berlino, superiori all’intero debito pubblico tedesco e pari 1500 miliardi di euro. Il risultato è che anche se quell’area tedesca che ancora oggi non ha raggiunto i livelli delle regioni dell’ovest il Pil si è più che raddoppiato, raggiungendo il 70% del livello dei territori dell’ex Germania Ovest e globalmente la Germania riesce a finanziare il proprio debito pubblico, per andare su un tema di strettissima attualità, ad un costo reale che , al netto dell’inflazione, in qualche caso è addirittura negativo, mentre continua a sostenere la crescita dell’Est con la “Soli”, la tassa di solidarietà che ancora oggi porta qualcosa come 50/60 miliardi di euro annui e si prevede che il divario tra le due aree del Paese possa definitivamente abbattersi entro la fine di questo decennio recuperando quell’ulteriore 30% di divario del Pil che rappresenta un’area di crescita di ricchezza per tutto il Paese e un’interessante sacca di crescita del gettito tributario tedesco”.

“Quando pensiamo a un piano per il Mezzogiorno – ha proseguito De Filippo – pensiamo a una concentrazione di risorse di questo livello su assi strategici? Se è così è logico partire dalle risorse già disponibili nel Mezzogiorno, ma c’è un orizzonte che sarebbe, invece, negato con la pretesa che il Sud, l’area secondo lo Svimez in cui storicamente meno si è investito nel Paese, possa riscattarsi da solo in questo momento in cui il rigore finanziario si aggiunge alle altre difficoltà del passato. Un segnale positivo, in questo senso – ha concludo De Filippo – può essere quello dell’avvio della realizzazione del collegamento ferroviario ad alta Capacità sulla direttrice Napoli Bari, un esempio di intervento strategico su cui si concentrano risorse europee, delle Regioni e dello Stato. Ma chiaramente la partita è più complessiva”.

 

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