Tempistica interventi 118, Basilicata tra le peggiori in Italia

“E’ proprio il caso di richiamare il vecchio adagio secondo il quale ‘chi si accontenta gode’. Certo, in un anno, la tempistica del 118 in Basilicata migliora di un minuto, altrettanto vero è che comunque la Basilicata fa registrare la peggiore performance tra tutte le regioni d’Italia. Piano quindi nell’utilizzare toni trionfalistici, laddove occorre ancora lavorare a lungo per migliorare l’efficacia del sistema di emergenza urgenza del nostro sistema sanitario”. A dichiararlo è il consigliere regionale Michele Napoli, che così commenta i risultati del monitoraggio operato dal Ministero della Salute sull’adempimento da parte delle regioni dei livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti LEA.
“Il Rapporto, che valuta in maniera complessivamente positiva la capacità del sistema sanitario lucano di garantire i LEA – spiega il Vice presidente del Consiglio regionale – esamina diversi indicatori, tra i quali è particolarmente importante il cosiddetto Intervallo Allarme-Target dei mezzi di soccorso. E’ questo che rappresenta il vero biglietto da visita di un sistema sanitario perché identifica l’intervallo di tempo che intercorre tra la chiamata al 118 e l’arrivo sul posto del primo mezzo di soccorso”.
“Si tratta di un indicatore sul quale la Basilicata da anni fa registrare dati negativi – aggiunge ancora Napoli –  che a tutt’oggi permangono critici nonostante i progressi positivi realizzati negli ultimi tempi, soprattutto in considerazione dell’incidenza di talune patologie tempo dipendenti, come l’ictus e l’infarto, rispetto alle quali la positiva risoluzione è determinata dall’arrivo tempestivo dei mezzi di soccorso”.
“L’entusiasmo è una componente positiva di ogni attività umana  – conclude Napoli – che però necessita di essere accompagnata dalla verifica puntuale degli investimenti programmati che, con riguardo al sistema di emergenza urgenza, ripropongono l’importanza del progetto di rafforzamento del servizio di elisoccorso regionale di cui non si sente più parlare da tempo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *