Un affare “in famiglia”

Sembra proprio un affare gestito tutto in famiglia. L’omicidio, il movente e l’occultamento di cadavere, tutto svolto dai membri di una stessa famiglia. Le indagini continuano ed a finire in manette (custodia cautelare)  sono stati il nipote ed il fratello di Michele Misseri. Ad insospettire gli inquirenti, che hanno attenzionato tutta la famiglia e le persone ad essa vicine, i tabulati telefonici e le intercettazioni. Numerose telefonate nella giornata della scomparsa di Sarah e nelle giornate successive, anche in orari “strani”, mattino presto, si parla di telefonate tra zio e nipote verso le ore 5.00, tutti questi, sono elementi di novità nella vita quotidiana dei tre uomini.

Le indagini erano partite dai verbi al plurale con cui Michele Misseri ricordava le azioni di quei giorni durante le mille versioni. Un plurale che fin da subito, gli inquirenti non avrebbero associato ai soggetti Michele e Sabrina. Ora si attendono gli sviluppi delle indagini che si prospettano decisamente “clamorose”.

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