Vaccini antinfluenzali, Fp Cgil e Spi Cgil denunciano la difficile situazione in Basilicata

Fp Cgil e Spi Cgil in una nota denunciano la difficile situazione sui vaccini in Basilicata. “Quello che temevamo si sta avverando, la campagna vaccinale contro l’influenza nella nostra provincia è partita con il piede sbagliato. – hanno detto Giuliana Pia Scarano (Fp Cgil) e Pasquale Paolino (Spi Cgil) – Apprendiamo da molti medici di base del Potentino che la distribuzione dei vaccini antinfluenzali è stata sospesa in quanto le dosi a disposizione dell’Ufficio Igiene dell’Asp sono già esaurite e la prossima fornitura è prevista agli inizi di Novembre, quindi già nel pieno della fase della diffusione dei virus influenzali. È da tempo che chiediamo all’Asp di avviare, prima ancora della distribuzione del vaccino, una campagna di informazione e di “chiamata attiva” dei pazienti più a rischio, a cui, per primi, assicurare il vaccino”.
Secondo i due sindacalisti la priorità era creare una lista di soggetti sulla base degli elenchi di esenzione per patologia, richiedendo inoltre ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta un elenco dei pazienti a maggior rischio per cui si ritiene necessaria e prioritaria la somministrazione del vaccino. Bisognava in poche parole rendere edotti i cittadini delle scelte di priorità che venivano effettuate e non farli trovare ancora una volta soli di fronte ad una corsa ad ostacoli, fra farmacie, Ufficio Igiene e medici curanti per procurarsi una dose di vaccino.
“in una situazione emergenziale determinata dalla pandemia di Covid, la distribuzione dei vaccini doveva essere affidata alla Croce Rossa in modo da rendere il tutto più chiaro e verificabile. Non serve ricordare che mai come quest’anno è importante che le persone anziane siano sottoposte a vaccinazione antipneumococcica, contro l’herpes zooster e antinfluenzale per due ordini di motivi: il primo è che la vaccinazione, secondo studi internazionali, stimola il sistema immunitario anche in modo aspecifico e il secondo è che prevenire influenze e polmoniti che potrebbero creare problemi di diagnosi differenziale e di affollamento dei reparti ospedalieri è essenziale in un periodo di pandemia da Covid”, chiosano.

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