Vertenza Cosmopol-Unibas, i sindacati chiamano in causa l’ateneo

Piena applicazione della clausola di salvaguardia per la difesa dei livelli occupazionali e salariali. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil tengono il punto sul cambio di appalto dei servizi di vigilanza e portierato dell’Unibas e mantengono lo stato di agitazione di tutto il personale Cosmopol. Anche l’ultimo incontro di ieri in prefettura non è servito a ridurre le distanze tra le parti. Cosmopol ha confermato la disponibilità ad assumere tre guardie giurate e un portiere a tempo indeterminato e un altro portiere ma solo a tempo determinato per 12 mesi. Soluzione respinta dai sindacati che rivendicano l’applicazione della clausola sociale con il conseguente inquadramento dei cinque addetti in questione a tempo indeterminato.
Per i sindacati “è del tutto privo di fondamento quanto dichiarato dall’istituto di vigilanza campano circa l’ipotesi che sarebbe stata ventilata dall’ateneo di internalizzare parte del servizio di portineria con un taglio dell’80 per cento del monte ore. Agli atti risulta, invece, la possibilità che l’Unibas, testualmente, ‘proceda ad ordinare varianti in aumento o in diminuzione del 20 per cento del corrispettivo’. Ragion per qui – osservano i sindacati – ad invarianza del monte ore messo a gara, dovrà esserci invarianza del personale impegnato, pari a due unità”.
Filcams, Fisascat e Uiltucs, nel ribadire la necessità di applicare pienamente quanto stabilito dal capitolato d’appalto, dalla legge regionale n. 24 del 2010 (cd. clausola sociale) e dal contratto nazionale di riferimento, criticano la posizione ambigua tenuta dalla stazione appaltante, ovvero l’Unibas, in merito alla possibilità di internalizzare parte del servizio di portierato. “Quanto dichiarato dai rappresentanti dell’ateneo ai vari tavoli di confronto – osservano i sindacati – non trova riscontro nella documentazione di gara, ma ha di fatto offerto all’azienda il pretesto per giocare al ribasso sui diritti dei lavoratori. Riteniamo perciò necessario – concludono i sindacati – che la stazione appaltante sia coerente agli impegni assunti per la piena difesa dei livelli occupazionali”.

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