Non c’è’ pace per quelli delle “vie blu”

Strani dispacci di allerta meteo, che bloccano le attività degli operai ad un’ora dalla presa di servizio, invece di arrivare il giorno prima. Il progetto partito grazie ad economie (in realtà tagli) su aspetti salienti, fra cui la sicurezza, pur di mettere in piedi la macchina. Mancato accredito delle relative risorse economiche da parte della Regione in favore di questo Ente.

“Se la Regione Basilicata intende continuare a tenere questa Provincia per il cappio di risorse strumentalmente fatte patire e poi centellinate, si assuma pure la responsabilità politica e amministrativa ma ricordi che lo fa sulla pelle di lavoratori svantaggiati, che hanno diritto a svolgere i propri compiti con dignità”. E’ il commento di Aurelio Pace, coordinatore di gruppi di opposizione in Provincia di Potenza, dopo aver protocollato, stamane, un’interrogazione urgente a risposta scritta sui “lavoratori impiegati nel progetto Vie blu – stralcio 2010”.

Qualora questi operai non dovessero, nei fatti, raggiungere le 150 giornate garantite sulla carta in pompa magna, prenderebbero meno soldi sull’assegno di disoccupazione. Assegni con cui famiglie già provate da vertenze, anni di incertezza e difficoltà, devono poter vivere. “Vogliamo subito per questo motivo elementi concreti di tranquillità per questi lavoratori, elementi che, per la verità, sembrano arrivare in parte dall’Assessore Macchia, impegnato in queste ore in un dialogo con la Regione, vogliamo conoscere i provvedimenti presi dalla Provincia di Potenza, per garantire il lavoro fino al 31 dicembre 2010, come stabilito dal contratto sottoscritto e data per il raggiungimento della quota giorni pro capite e vogliamo l’attivazione di un tavolo di concertazione permanente con Regione, Provincia e parti sociali che definisca un percorso sicuro e che elimini ogni condizione di precarietà futura. Non è possibile ogni volta inchiodare a tre centimetri dal burrone, costretti, per la legge della beffa aggiunta al danno, ad assistere al mesto passaggio di palla fra i due Enti. Vorremmo conoscere con esattezza dove l’ingranaggio si blocca e perché, quali e di chi le responsabilità nello sbagliare a fare i conti”.

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