10 milioni di Euro per l’Ateneo Lucano

Un intervento ancora più incisivo della Regione per consolidare, in un momento di particolare difficoltà economiche per l’intero sistema nazionale, la presenza dell’Università della Basilicata sul territorio. La proposta formativa dell’Ateneo lucano tira, come dimostra il trend positivo delle immatricolazioni in controtendenza con l’andamento nazionale, ma i tagli della Finanziaria nazionale fino al 18 per cento delle risorse assegnate rischiano di compromettere il futuro dell’Università in Basilicata.

Raddoppiare, perciò, gli aiuti che la Regione dal 2006 già concede all’Università, garantendo un fondo di dieci milioni di euro per il prossimo triennio, è una delle novità contenute nella proposta del secondo Accordo di Programma, presentato questa mattina al Comitato paritetico tra Regione e Università. Fondi consistenti che consentirebbero di sostenere, se non accrescere, la qualità e l’attrattività dell’Ateneo lucano.

Il documento, che dovrebbe avere una durata di quindici anni, dopo la discussione di oggi per verificare le opportune modifiche sarà sottoposto all’approvazione della Giunta regionale e del Senato Accademico e poi all’esame degli organi consiliari.

“Continuiamo a sostenere la nostra Università – ha spiegato il presidente della Regione, Vito De Filippo – che si sta rivelando un’agenzia straordinaria di formazione e sviluppo sul territorio. Stiamo lavorando in una direzione più ampia sia in termini finanziari che temporali, perché i risvolti negativi che potrebbero determinare i provvedimenti nazionali, rischiano di mettere in difficoltà l’Ateneo lucano che ha notevoli potenzialità di crescita”.

“Apprezziamo la sensibilità della Regione – ha commentato il rettore dell’Università, Mauro Fiorentino – che sta mettendo in campo ben 30 milioni di euro per i prossimi tre anni. Adesso l’obiettivo è quello di consolidare le lauree che collegano la formazione con il lavoro. Per il futuro, però, potremmo pensare a nuove facoltà in nuovi ambiti e rilanciare così ulteriormente l’Università della Basilicata”.

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