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La Cia tutela il Pane di Matera

“La produzione da parte di panificatori pugliesi di pane, focaccia e bruschette al carbone vegetale, attraverso l’aggiunta alle ricette classiche del colorante E153 carbone vegetale, procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea, fa ancora più male ai panificatori e ai cerealicoltori del Materano autentici custodi del ‘grano Cappelli’ come delle altre 61 varietà di grano duro e della tradizione del pane di Matera e che sono gemellati ai panificatori di Betlemme”. Lo sottolinea la Cia della Basilicata evidenziando che “sono note le qualità, le tipicità ed i valori con i quali i prodotti agroalimentari italiani si presentano ai consumatori, al punto che il mercato dei prodotti simili, delle contraffazioni del “made in italy” agroalimentare e sofisticazioni è divenuto un affare di oltre 60 miliardi di euro l’anno. La Basilicata, con circa 3,5 milioni di quintali, è la quarta regione in Italia per produzione di grano duro. La nostra farina, per il 60 per cento, è destinata al mercato nazionale e il pane Igp di Matera è la punta di eccellenza della cerealicoltura lucana. Il settore cerealicolo è di grande importanza economica per la Basilicata e per la sua crescita la Regione, tramite il Progetti integrati di filiera (PIF) dedicati a tale comparto, ha investito ben 14 milioni di euro per favorire nuove condizioni culturali e organizzative e di aggregazione tra gli operatori.

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