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Tornano alla ribalta le problematiche dell’Acta a Potenza

In queste ultime settimane sono tornate prepotentemente alla ribalta le problematiche organizzative dell’ACTA, la Società del Comune di Potenza che svolge la raccolta dei rifiuti nel territorio comunale, con profili, sottolinea Carlo COSTA  Segretario Generale Regionale della FIT-CISL di Basilicata, che sinceramente rasentano il ridicolo, tra chi si affanna a difendere chi ormai è indifendibile tra le fila della Dirigenza, e chi come il Sindaco De Luca alla presenza dei Segretari Generali Confederali preannuncia una riorganizzazione dell’azienda, che contrasta profondamente con i provvedimenti presi unilateralmente dal Direttore Generale della stessa, insomma un pasticcio tutto potentino direbbe qualcuno.
In quello che rimane un problema per l’Amministrazione Comunale ancor più oggi, vista la quasi totalità delle sigle sindacali sul piede di guerra. A riguardo, si ritiene indispensabile ricordare l’opera di tutti i lavoratori che continuano nonostante la “schizofrenia dirigenziale di taluni” a spazzare le strade cittadine, a raccogliere i rifiuti nelle contrade, a provvedere finalmente a far partire la raccolta differenziata nella città come avviene in altri posti ben più complessi dal punto di vista orografico della città capoluogo. Invece dispiace leggere su alcuni articoli di stampa – prosegue COSTA – che ci sarebbero precise responsabilità e colpe dei lavoratori se il progetto redatto dal CONAI ha tardato a partire.
A chi sostiene ingiustamente queste tesi – prosegue il sindacalista della CISL –, respingiamo ogni accusa al mittente e diciamo che certa dirigenza ha mostrato in questi anni di confusione amministrativa tutti i limiti della complessa gestione che l’ACTA richiede; è fin troppo semplice scaricare le proprie evidenti negative responsabilità sui lavoratori, che altro non fanno che essere guidati all’interno di una organizzazione del lavoro che mostra tutti i limiti funzionali e programmatori. La FIT – prosegue COSTA – non può fare a meno di denunciare tutta la confusione organizzativa determinata dalle proposte che il Direttore Generale della Società Comunale si è affannato a proporre al tavolo negli ultimi due mesi. È necessario ribadire anche da queste poche righe – prosegue il sindacalista – che il 2 febbraio scorso veniva presentata ai sindacati aziendali una proposta per una “Nuova organizzazione del lavoro”, che con il cambio del Presidente veniva bocciata nei primi giorni del mese di Aprile e non solo dal nuovo CdA, ma da tutte le OO. SS. presenti al tavolo in quanto non compatibile con i contenuti contrattuali di riferimento, ma anche e soprattutto con la missione dei lavoratori che sinceramente non possono essere semplicisticamente demansionati, tanto meno reinquadrati secondo regole che solo il Direttore Generale conosce.
È il caso di ribadire che l’organizzazione del lavoro non può in questo preciso momento storico per l’azienda prevedere aspetti clientelari diretti a qualche OO. SS. che continua evidentemente a dire cose diverse a seconda del tavolo e dell’interlocutore.
È doveroso ricordare a chi davanti al Sindaco della Città ha ribadito la necessità di portare a soluzione le numerose discutibili posizioni non perfettamente in linea con gli aspetti contrattuali di utilizzazione del personale, ma poi dagli articoli di stampa difende i provvedimenti unilaterali del Direttore Generale che si sono abbattuti su lavoratori che non sono gli stessi ai quali si era fatto riferimento, e ci chiediamo chissà perché?
La dichiarazione dello stato di agitazione di 4 sigle sindacali sulle 5 presenti in azienda vorrà pur dire qualcosa, che non significa fare rimanere tutto come stava. Peraltro c’è da dire poi, che nella nuova organizzazione del lavoro varata con il beneplacito del nuovo CdA, molte posizioni sono state solo scambiate e non se ne comprende il perché. E’ bene rimarcare – prosegue COSTA – che neppure l’organizzazione individuata dagli ordini di servizio unilaterali del Direttore Generale è stata messa in atto. Infatti, molte posizioni sono state proposte solo sulla carta, ma in effetti poi non rese reali nell’attività lavorativa, sarebbe il caso che il Sindaco guardasse con più attenzione quanto sta accadendo all’interno di quell’azienda.
La FIT-CISL, è convinta che bisogna ripartire dalla corretta gestione delle risorse interne secondo le previsioni delle regole del settore, per trovare quell’energia positiva che serve ancor più oggi all’azienda per realizzare il progetto della raccolta differenziata e le altre attività che l’Amministrazione vuole assegnare alla Società di proprietà. Questo, non significa stravolgere i connotati produttivi anche delle cose buone che in questi anni si sono determinate all’interno dell’organizzazione del lavoro, come non si vuole frenare una organizzazione del lavoro che serve al lavoro e non ad altri scopi. Siamo anche certi che qualcuno ancora non ha pienamente preso coscienza dell’importanza del lavoro svolto, ma alcuni sporadici ed isolati casi non possono e non devono inficiare la dedizione di quanti invece dedicano la loro esperienza e professionalità acché l’ACTA sia l’azienda che tanti hanno fatto grande e non altro.
C’è la evidente convinzione, che siano state assegnate le sorti dell’azienda a persone sbagliate e non alle determinazioni del CdA o del Socio Unico, probabilmente immaginando che la nuova compagine societaria potesse affermarsi, ma solo sulla carta, dimenticando dell’incommensurabile valore rappresentato dai lavoratori, che pazientemente aspettano la svolta.

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