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A Filiano un viaggio nell’universo femminile attraverso il registro musicale

Un’occasione per riflettere sulla ricchezza del patrimonio legato alla cultura contadina con uno sguardo particolare all’universo femminile: è quanto ha rappresentato l’incontro dal titolo “Filiano–Sant’Ilario, storia e tradizione comune del femminino fra riti, miti e magia muliebre”, tenutosi a Filiano domenica scorsa e organizzato dalla Pro Loco e dalla locale Biblioteca con la collaborazione del Comitato Pro Sant’Ilario e con il patrocinio del Comune di Filiano.

Il tema delle serata ruotava intorno al ruolo e la funzione della donna fra ‘800 e ‘900 nell’ambito della comunità del borgo di Sant’Ilario con riferimento anche al territorio di Filiano, attraverso la presentazione del volume di Donato Antonio Telesca dal titolo “Sant’Ilario, Rito, Etnografia, Mito”: l’ultimo dei lavori di ricerca pubblicato dall’autore sul borgo, comunità e territorio lucano da cui proviene.

All’indirizzo di saluto della presidente della Pro Loco di Filiano, Maria Santarsiero, è seguita la relazione introduttiva dell’operatore di biblioteca Vito Sabia che ha sottolineato come: «Dal volume di Donato Antonio Telesca emerge con forza la sacralità della donna nella cultura contadina. Alla condizione di emarginazione che ha caratterizzato a lungo l’universo femminile si contrappone il ruolo forte di cui ha goduto la donna nelle famiglie contadine».

Donato Antonio Telesca accompagnato alla chitarra dal maestro Marco di Meo e grazie anche all’interpretazione di alcuni brani letterari della vicepresidente della Pro Loco Donatella Oppido, ha declinato la tradizione culturale, particolarmente attenta all’universo femminile, attraverso il registro musicale della ballata, blues e jazz: una narrazione in vernacolo con le descrizioni e significati delle ritualità femminili che rimandano a miti ancestrali riconducibili al culto agrario nell’ambito del Mediterraneo.

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