Acquedotto Lucano, Fiom Cgil denuncia lo stato di agitazione degli addetti ai depuratori del Materano

I lavoratori interessati al cambio appalto del servizio di conduzione degli impianti di depurazione siti in provincia di Matera dell’Acquedotto Lucano lamentano la situazione in cui si trovano ad operare. La denuncia è arrivata dalla Fiom Cgil.
“Questa situazione di incertezza genera nei lavoratori ansia e insicurezza. Siamo ad un nuovo passaggio di gestione ed è già cominciata la solita storia circa il contratto da applicare a questi lavoratori. –spiega il sindacato – Ad oggi l’unico contratto afferente al sistema della depurazione delle acque è quello relativo all’igiene ambientale che disciplina con precisione ruoli, mansioni e costi per la sicurezza degli addetti agli impianti”.
In particolar modo sulla sicurezza il contratto nazionale di riferimento è particolarmente esigente, e il sindacato su questo terreno non intende fare sconti a nessuno soprattutto in tempo di Covid 19. “Tra l’altro ci risulta che alcuni impianti sono addirittura senza acqua potabile. –  continua la nota – A questo si aggiunge la questione che le imprese che si aggiudicano l’appalto, non rispondono alle convocazioni dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro sede istituzionale per i passaggi di gestione. Per questo i lavoratori ormai stanchi di questa situazione hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di dichiarare lo stato di agitazione. Chiediamo l’immediato intervento di Acquedotto Lucano per vigilare sul rispetto delle regole. Se ciò non dovesse verificarsi il passo successivo sarà la proclamazione di uno sciopero di tutti i lavoratori addetti agli impianti di depurazione affinché nei passaggi di gestione ai lavoratori vengano riconosciute le giuste tutele e le giuste garanzie, ad iniziare da quelle legata alla sicurezza sul posto di lavoro”.

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