Alla Galleria d’Arte “L’impronta” di Taranto la mostra “Donna Pensiero” con opere di oltre trenta artiste

Si conclude il 16 marzo, presso la Galleria d’Arte “L’Impronta” (Palazzo Ameglio in via Tommaso D’Aquino 13) una nuova annuale edizione della Mostra “Donna Pensiero”, inaugurata nei giorni scorsi  con critico d’eccezione, come in altri appuntamenti, la scrittrice e poetessa massafrese Antonietta Benagiano. In esposizione, da ammirare e apprezzare opere delle artiste (provenienti da varie località): Cinzia Raffo, Tiziana Iunco, Francesca Cacace, Liliana De Bellis, Carmen Manco, Maria Filomena Tetesi, Margherita Fallico, Alessandra Robino, Dimitra Balou, Maria Ida Barnardo, Anna Maria Pinto, Maddalena Lippo, Daniela Galeone, Angela Barratta, Anna Amendolito, Anna Miccoli, Giuseppina Gravina, Jole Argentina, Ester Del Manzo, Fullone Feliciana, Alba Fiordalisi, Nadia Esposito, Annalisa Tommaso, Felicia Vitiello, Bronwyn White, Antonella De Santis, Maria Pia Putignano, Francesca Vetrano, Rosanna De Pasquale, Grazia Cito, Cetty Buzzerio. Ma andiamo con ordine. La nostra si è aperta con il saluto di Arturo Camerino, presidente della Galleria d’Arte “L’Impronta”, sempre all’avanguardia nelle sue proposte artistico-culturali. Nel suo intervento ha affermato quanto sia necessario mantenere in una città problematica, come Taranto, dei riferimenti artistici e culturali come risorsa sociale, nonostante le difficoltà che sotto ogni aspetto una Galleria comporta. Ha poi passato la parola alla dott.ssa Maristella Massari, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che ha posto in rilievo la creatività della donna, le sue difficoltà presenti sino ai decenni del Novecento per la fatica nella conduzione della vita. Ha fatto seguito l’avvocato poeta Mario Calzolaro che ha onorato la donna con la declamazione, davvero eccellente, di talune poesie della letteratura mondiale, mentre la poetessa Maria Pia Putignano ha letto una sua poesia dedicata al mare. L’intervento della dott.ssa Perla Suma, Presidente della Sezione Provinciale “LILT” di Taranto, si è incentrato, più che sui servizi di prevenzione a tutela della salute così compromessa nel territorio, sulla condizione cosiddetta ‘normale’ della donna, sulle sue difficoltà quotidiane nel conciliare la libertà di una propria realizzazione (in passato negatale per una concezione d’inferiorità e sudditanza all’uomo) con quanto si addossa di carico nella conduzione quotidiana della famiglia. La parola è quindi passata al critico  (notissima anche poetessa e scrittrice) prof. ssa Antonietta Benagiano. Ha per prima ringraziato il presidente Camerino per quanto realizza col suo impegno. Subito dopo ha parlato della libertà ancora negata alla donna, alle sue scelte punite oggi con il femminicidio e alla violenza dell’uomo frustrato. E ha ricordato filosofi e psichiatri, anche del primo Novecento, negatori dell’io alla donna, della sua realizzazione nell’arte che, sin dalla neandertaliana, è stata presente nella donna. Pochi nomi dall’antichità e dalle ere successive (Ildegarde di Birgen, Marietta Robusti, Artemisia Gentileschi…) e ha ricordato la rivoluzionaria Tamara de Lempicka e all’opposto Carla Maria Maggi (fu costretta nel 1940 dal perbenismo borghese a riporre in soffitta tele e attrezzi), le cui opere sono oggi presenti all’International Museum of Women in the Arts di Washington. Ha menzionato le ultime tendenze nell’arte pittorica con relativi nomi di pittrici balzate a livello mondiale, si è soffermata su narrazioni e tecniche pittoriche pregevoli nelle artiste della Mostra, le quali danno un’impronta rilevante al figurativismo, proposto talora con forza segnica e coloristica, con l’ampliarsi anche a forme etniche, oppure con il recupero di tenuità segniche e cromatiche.  Il prof. Antonio Fornaro, oltre a parlare della donna non solo pensiero, anche azione, ha ricordato l’apporto delle donne nella prima guerra mondiale, la loro dedizione nell’alleviare le sofferenze. Dulcis in fundo la pittrice tarantina di livello internazionale Grazia Lodeserto (talune sue opere sono esposte all’International Museum of Women) ha parlato della capacità della donna di portare avanti varie attività, quindi la stessa arte, anche quando è costretta a sottoporsi a terapie dolorose e defatiganti per sopravvivere. Ha deliziato la serata l’eccezionale violino di Nancy Barnaba (gestisce, in unione col ben noto violinista Franco Mezzena, l’Accademia Mezzogiorno Musicale) insieme al violino del giovanissimo Fabio Trono, suo allievo. , il numeroso pubblico ha applaudito l’organizzatore Arturo Camerino (presidente della Galleria d’Arte L’Impronta), le artiste tutte, gli ospiti e il critico prof.ssa Benagiano.

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