Alluvione, per De Filippo serve uno sforzo comune in favore dei lucani

“Insieme abbiamo trovato il modo migliore per iniziare ad affrontare questa emergenza, perché quella riunione del sistema istituzionale della Basilicata in cui abbiamo portato a parlamentari e capigruppo di tutte le parti politiche la nostra proposta di strategia una strategia istituzionale che è stata accolta, ha portato alla dichiarazione dello Stato di emergenza, ora, dopo questo intenso dibattito, vorrei chiedere al Consiglio di continuare per qualche ora una sintonia assoluta perché una divagazione potrebbe essere dannosa per la Basilicata”. Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha terminato così il suo intervento durante dibattito sull’alluvione dello scorso 1 marzo, con un appello al Consiglio a continuare a dare forza al confronto che la Regione sta portando avanti, in modo collaborativo, col Governo. “Questa partita – ha detto il presidente – la deve mettere in campo insieme il sistema istituzionale lucano per l’obiettivo che ci proponiamo, cioè l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministro per la gestione dell’emergenza che auspichiamo”. Un’ordinanza, ha spiegato De Filippo, che dia gli strumenti per affrontare l’emergenza, per ristorare del danno le famiglie sgomberate e per consentire alle attività produttive di ripartire in tempi brevi. “I primi segnali che abbiamo sull’Ordinanza – ha detto De Filippo – evidenziano qualche differenza rispetto a quanto accaduto per il Veneto”

Nel suo intervento conclusivo, De Filippo ha anche fatto un quadro della situazione esaminando fatti, criticità e riferimenti normativi. “Il quadro descritto è serio e complicato – ha detto – e si innesta su un già complicato quadro della regione, con i 5 bacini idrografici interessati dall’evento che rappresentano più del 70 per cento del territorio regionale”. Il Presidente ha analizzato le cause meteorologiche, partendo dalle piogge delle settimane precedenti che hanno limitato la capacità di assorbimento del terreno, per arrivare ai “dati pluviometrici straordinari del primo marzo, con 150 millimetri di pioggia caduti in 24 ore”. Ma ha affrontato anche il tema della gestione dei corsi d’acqua, delle dighe, delle opere di assetto del territorio. Sulle dighe, e in particolare sullo sversamento dell’acqua per il troppo pieno, ha evidenziato le criticità legate alle attuali procedure, legate a procedure automatizzate e protocolli sottoposti al controllo di una direzione del Ministero delle Infrastrutture. De Filippo ha quindi sollecitato la formulazione di “protocolli ufficiali con nuova governance. E qui – ha detto – si pone il tema del processo dell’unitaria gestione delle dighe che non arriva a compimento”. Ha poi illustrato gli strumenti di pianificazione esistenti in regione per il governo idrogeologico, e le molte criticità dell’assetto del territorio, con “17mila aree censite in frana in 105 comuni” su cui c’è una “competenza concorrente di Regione e Governo, come dimostra il fatto che anche l’ultimo piano di interventi con cui il Ministero dell’Ambiente ha stanziato per la Basilicata 27 milioni a fronte dei 250 chiesti dalla Regione viene gestito attraverso un commissario nominato dal Governo”.

Un tema, quello della responsabilizzazione dei vari livelli istituzionali, che De Filippo ha affrontato anche affrontando il tema dell’aumento di tassazione previsto dal decreto mille proroghe per i territori interessati da eventi calamitosi. “La Regione – ha detto – ha lavoro per smontare l’ipotesi di utilizzare la leva fiscale regionale per affrontare l’emergenza. Ho spiegato che aumentando al massimo l’addizionale Irap, l’addizionale Irpef, la tassa di circolazione sulle auto e di 5 centesimi l’accisa sui carburanti, ossia mettendo ko famiglie e sistemi produttivi, si racimolerebbero 40 milioni di euro. Lo abbiamo sconsigliato spiegando che non c’è volontà di deresponsabilizzarsi, e di essere pronti ad attivare possibilità di intervento con programmi regionali per sostituire l’apporto della leva fiscale, così come già indicato nelle relazioni degli assessori Gentile, Mazzocco e Restaino”.

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