Approvate le piattaforme unitarie per il settore alimentare

L’assemblea degli organismi e dei delegati di Fai-Flai-Uila, che si è riunita a Fiuggi nei giorni scorsi, ha approvato le piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti nazionali dell’industria e della cooperazione alimentare. L’assemblea ha chiuso il percorso di consultazione che ha coinvolto oltre 100 mila lavoratrici e lavoratori in 1.365 assemblee svolte nei luoghi di lavoro di tutta Italia e che hanno registrato oltre il 97% di consensi favorevoli alle bozze di piattaforma. In Basilicata sono circa 3.500 gli addetti del settore interessati dal prossimo rinnovo contrattuale. Le piattaforme approvate saranno ora inviate alle controparti datoriali per l’avvio del negoziato.

Tra i punti fondamentali figurano il rafforzamento della capacità dei contratti nazionali di regolare la flessibilità del lavoro; la non rinviabilità dell’attuazione della contrattazione di secondo livello, territoriale e di settore; la definizione contrattuale dei lavoratori notturni e del lavoro a linea-catena per rendere attuabili le norme in materie di lavoro usurante. Fai-Flai-Uila chiedono inoltre il rafforzamento del ruolo contrattuale degli strumenti della bilateralità e del welfare, misure più incisive in materia di sicurezza sul lavoro e il potenziamento della sanità integrativa, attraverso gli enti bilaterali Fasa e Filcoop, e della previdenza completare. Per quanto riguarda la componente salariale Fai-Flai-Uila hanno concordato la richiesta di un incremento di 174 euro al parametro 137.

“L’approvazione delle piattaforme per l’industria e la cooperazione alimentare – commentano i segretari regionali di Fai-Flai-Uila, Antonio Lapadula, Vincenzo Esposito e Gerardo Nardiello – chiude un lungo percorso democratico che ha visto coinvolti anche in Basilicata migliaia di lavoratrici e lavoratori e apre ufficialmente la fase del negoziato con le controparti datoriali per arrivare in tempi ragionevoli al rinnovo dei contratti nazionali. Abbiamo approvato piattaforme che reputiamo equilibrate sia nella parte normativa che nella parte salariale nella consapevolezza del difficile momento che vive l’economia del paese, ma siamo altresì convinti che la crisi si può superare anche attraverso la leva contrattuale per dare più salario e più diritti ai lavoratori e allo stesso tempo consentire alle imprese del settore di consolidare il proprio livello di competitività in un mercato che chiede sempre di più qualità e tracciabilità delle produzioni”.

 

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