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Aree industriali. Confapi Matera chiede l’istituzione di un tavolo tecnico urgente con la Regione, il Consorzio industriale e i Comuni interessati

Il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico urgente con l’assessore regionale alle Politiche di Sviluppo, l’amministratore unico del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera, l’ANCI e i
Sindaci di Matera, Ferrandina, Pisticci e Salandra, per affrontare alcune tematiche delle aree industriali che la crisi economica derivante dalla pandemia ha acuito e che non sono più procrastinabili.
Per superare questa crisi – secondo il presidente di Confapi Matera – occorrono diversi interventi, come alleggerire il peso fiscale sulle imprese, distinguere i ruoli e le funzioni di Comuni e Consorzi e rendere le aree industriali più appetibili.
I. In primo luogo, De Salvo rileva l’esigenza di definire i costi di gestione delle aree industriali e di modificare i relativi regolamenti consortili. Nello specifico, la questione riguarda la duplicazione di somme che le imprese devono versare ai Comuni e al Consorzio per lo Sviluppo Industriale per i medesimi servizi. Tale doppia imposizione rende gli agglomerati industriali poco attrattivi e grava oltremisura sulle imprese esistenti. Infatti, poiché il numero delle imprese insediate nelle aree industriali è notevolmente diminuito, le poche aziende virtuose presenti devono sopportare i costi di gestione di aree molto estese e poco popolate.
II. I Comuni interessati, inoltre, traggono benefici fiscali senza fornire alcun servizio alle aziende. Infatti la TASI, oggi confluita nell’IMU, comprende voci quali la pubblica illuminazione e la manutenzione delle strade e del verde pubblico, che le imprese già
pagano al Consorzio come costi di gestione degli agglomerati industriali. Confapi Matera ricorda che l’art. 27 della L.R. n. 18/2010 prevede il trasferimento ai Comuni della gestione delle infrastrutture e degli impianti delle aree industriali, passaggio che tuttavia non è avvenuto a differenza di quello ad Acquedotto Lucano delle reti e degli impianti idrici.
III. È necessario rivedere l’indice di fabbricabilità nelle aree industriali, portandolo dallo 0,35 attualmente previsto nel Piano Territoriale Consortile vigente, risalente al 2006, allo 0,50%. Infatti, in tutti gli agglomerati industriali è importante aumentare tale indice urbanistico al fine di consentire alle imprese di utilizzare al meglio il lotto in proprietà, riducendo anche il consumo di suolo. Ciò vale sia per le aziende che si insedieranno, sia per quelle già presenti che volessero ampliare i propri stabilimenti.
IV. Confapi Matera propone che la Regione, così come ha fatto per la TARI, destini alle imprese delle aree industriali un contributo forfettario a fondo perduto per abbattere il costo dell’IMU. Infatti, per le imprese che hanno grandi superfici, ma che destinano alla produzione solo parte di queste anche a causa della crisi economica, l’Imposta Municipale Propria diventa un balzello ingiustificato e dannoso. Del resto è evidente lo scarso valore degli immobili aziendali, come si evince dalle numerose mancate vendite fallimentari.
Considerato il perdurare della pandemia, l’impegno della Regione nel sostenere il sistema imprenditoriale, la mission
dei Consorzi di promuovere lo sviluppo industriale rendendo attrattive le aree, per Confapi Matera è urgente definire un nuovo
Regolamento, trasferire alcuni servizi ai Comuni o chiedere la compartecipazione degli stessi alle spese sostenute dai Consorzi, giustificata col fatto che gli Enti locali comunque percepiscono l’IMU, aumentare l’indice di fabbricabilità.

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