Associazione Matera Ferrovia Nazionale: “C’è chi spinge e chi frena per la Ferrovia a Matera. Perché?”

Mentre a Matera tutto tace sui trasporti, per molti ministri, parlamentari, governatori, sindaci e amministratori (a vario titolo) sono giornate frenetiche tra Palazzo Chigi e il Comitato Interministeriale Affari Europei (CIAE) per sollecitare finanziamenti di opere pubbliche e interventi da realizzare con le risorse del “Recovery Fund”.  Per tutti è un’occasione straordinaria, dopo il Covid, per investimenti destinati a privilegiare il Sud e per sopperire alla carenza di infrastrutture con le quali alleviare il disagio territoriale, le disparità con il Centro-Nord, affrontare le problematiche della coesione e della sostenibilità e la dilagante disoccupazione giovanile.

Temi importanti ma non sempre presenti nella campagna elettorale di Matera, durante la quale priorità come ferrovie e strade non trovano la giusta considerazione e adeguata discussione. E il pensiero corre all’isolamento di Matera che, nonostante il 2019 e la città diventata meta di turisti italiani e stranieri da oltre un ventennio, non è stata ancora raggiunta dalle Ferrovie dello Stato. Si parla di turismo, innovazioni, modernità, futuro e di rilancio delle aziende locali, ma al di là di qualche riflessione pertinente, il tema (scomodo?) delle FS viene affrontato con superficialità, se non ignorato completamente. Cosa che alimenta la disinformazione e la confusione. Insomma, una priorità (come le FS) ancora una volta sottovalutata o volutamente dimenticata, che ovunque sarebbe, invece, al centro del dibattito elettorale e che dovrebbe rappresentare per Matera la “base di partenza” per la ripresa, lo sviluppo e la crescita socio-economica della città e dell’intera Basilicata.

Da qualche dichiarazione (piuttosto improvvida) sulla ferrovia Ferrandina-Matera si ha la conferma di una modesta conoscenza dell’argomento, tanto da affermare che si è <<favorevoli a tale collegamento, ma bisognerebbe valutarne costi e benefici>>; oppure <<tale ferrovia deve rientrare in un discorso volto a collegare Matera all’aeroporto di Bari-Palese>>. Affermazioni lontane dalla realtà e assolutamente fuori luogo per le ragioni che illustreremo.

Il “nuovo” progetto (che farà arrivare anche il Frecciarossa a Matera) redatto da RFI, quale adeguamento del progetto dei primi Anni ‘80, si trova abbandonato da dicembre 2019 “fermo e dormiente” a Roma al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prima del passaggio al ministero dell’Ambiente e del successivo iter burocratico per arrivare all’avvio definitivo dei lavori. Per la sua completa realizzazione sono già disponibili ben 365 milioni di euro. Pertanto, il discorso “costi-benefici” è superato da tempo! Si tratta, ora, di “sollecitare” gli adempimenti romani, cosa che in questi ultimi 10 mesi (e negli anni precedenti) il Comune di Matera e la Regione Basilicata non hanno fatto, nonostante i “rapporti governativi privilegiati” durante Matera 2019. Chi condiziona tutto ciò? Perché non si spinge per un progetto capace di creare nuova occupazione? Bisognerebbe inoltre sollecitare i finanziamenti per la tratta Matera-Gioia del Colle (Bari/Taranto-Lecce) utilizzando i fondi europei del “Recovery Fund”. I quali, essendo fondi assegnati all’Italia, se non utilizzati per la suddetta importante ferrovia costituirebbero per le nostre comunità e future generazioni un debito verso l’Europa. Dunque, al danno anche la beffa!

Per quanto attiene, invece, alla ipotizzata linea Matera-Palese, va evidenziato che RFI, a inizio 2019, ha dichiarato tale ipotesi <<improponibile dal punto di vista commerciale e tecnico>>, considerando che dalla stazione di Bari Centrale all’aeroporto di Palese il servizio è da diversi anni espletato dalla “Ferrotranviaria S.p.a.” (ex Bari-Nord). Quindi, la tratta Matera-Gioia, di appena 30 Km. (che rilancerebbe anche l’area di Jesce-Ferrosud), sarebbe la più realizzabile. In questo modo Matera diventerebbe uno snodo logistico intermodale nel cuore del Mezzogiorno, da cui poter raggiungere le direttrici tirrenica – jonica – adriatica. Sembra poco?

Ed è paradossale che ad avere le idee chiare sull’isolamento di Matera sia stato nuovamente un politico venuto da Roma. Va infine sottolineato che la Ferrandina-Matera (con la successiva prosecuzione verso la Puglia) è indispensabile per richiamare nuovi imprenditori, per il trasporto passeggeri e per il turismo, nonché per collegare le nascenti Zes tra loro e le aree industriali Val Basento, La Martella e Jesce con i porti di Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Taranto e Bari. Con un alto potenziale di nuovi posti di lavoro. Quindi collegamenti utili per l’import-export e quale volano di sviluppo delle aree industriali attraverso le “autostrade del mare” verso l’Europa e i Paesi asiatici (Mediterraneo-Suez). I nuovi amministratori tengano conto che la rinascita di Matera e della Basilicata non può prescindere da queste considerazioni.

Nicola Pavese, presidente Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”

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