Attesa per la firma Miur-Regione Basilicata-Unibas

Apprendo, da fonti assolutamente attendibili, che all’Unibas è stata messa in campo un’azione improvvida, spero solo indotta dai rigidi dettami nazionali, che consiste in un progetto di spostamento della Facoltà di scienze della Formazione primaria che attualmente ha sede a Matera e che potrebbe essere “dirottata” a Potenza.

Qui ci viene in aiuto l’aggettivo, tratto dal nome del maresciallo francese Jacques de La Palice, lapalissiano: lascio ai lettori di questo messaggio l’ovvietà e la logica che sorreggono le argomentazioni a seguire.

Ad oggi il capoluogo materano, già proiettato in un ambizioso progetto strategico, riserva 13 mila metri quadri di cultura (le tre sedi universitarie dell’ateneo) che confluiranno nell’istituendo Campus universitario, in itinere di realizzazione nei prossimi anni, completo di tutto ciò che rappresenta l’Università, dico un vero ateneo con aule, uffici, laboratori, studi, biblioteche, impianti sportivi, mensa, spazi ricreativi e casa dello studente! E poi ancora parcheggi e servizi d’ogni genere! Lo immaginate? Un vero campus universitario in una città patrimonio dell’Unesco, con la storia nella storia e che ad oggi però non ha luoghi dignitosi e, soprattutto, funzionali a studiarla per raccontarla, dico tutta quella storia e tanta altra cultura!

I filosofi l’avrebbero definito un connubio perfetto, ma la realtà fino a ieri ce l’ha negato con imbarazzante spavalderia; da oggi (già da qualche tempo, in verità) esiste realmente la strategia d’intervento certa ed in attuazione, con una Regione Basilicata che ha giocato una importantissima e costosa “fiche” del valore di circa trenta milioni di euro per il progetto.

Il dato oggettivo di oggi intanto (al di là di campanili che potrebbero suonare solo note stonate) è che il corso di laurea di Scienze della Formazione primaria, a Matera, è quello con il più elevato numero di iscritti e conta oltre 1000 unità, come dire sostituiamo il motore alla Ferrari tanto resta bella comunque.

Porrò tutta l’attenzione necessaria alla vicenda mettendo in campo ogni azione ispettiva asserita al mio ruolo istituzionale opponendomi con forza, senza ideologismi e sterili campanili, a qualunque iniziativa che tendi a smantellare il sistema universitario lucano e non dia centralità ad una sede con adeguati numeri e contenuti nel luogo in cui la testimonianza di storia e cultura è divenuto patrimonio dell’umanità.

E ringrazio sin d’ora il nostro presidente De Filippo, fulgido baluardo della dignità della nostra regione, che sono certo mi aiuterà a fugare ogni dubbio sulla questione, magari approfittando proprio della giornata di domani in cui sottoscriverà un Accordo di Programma con il ministro Gelmini ed alla presenza Di Mauro Fiorentino, Rettore dell’Università di Basilicata, per ricucire un ateneo su misura alla nostra terra: un documento con le dovute deroghe ad un piano nazionale asfissiante per l’ente Regione lucano che, nell’ultimo decennio, ha impegnato ingenti risorse per lo sviluppo dell’Ateneo e che ha già nella sua pianificazione un lungo percorso di crescita per almeno altri dieci anni; un impegno continuo per un risorsa, quella dell’alta formazione, della specializzazione e della ricerca, che è stata, è e vuole continuare ad essere una chance di riscossa del nostro territorio: la nostra Università, del resto, nasceva trent’anni or sono dall’urlo di dolore delle macerie del sisma che inghiottì la nostra terra nell’ottanta; era il nostro anelito alla rinascita.

La Puglia non è poi così lontana… ma a perdere ci sarebbero Matera e l’intera Basilicata.

Ufficio di Segreteria Unibas Matera

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