Avis, Romaniello chiede maggiore trasparenza

“Apprendo che questa mattina in occasione dell’assemblea regionale dell’Avis di Basilicata, nella sua relazione, il presidente ha ringraziato alcuni consiglieri regionali che lo hanno spronato ad andare avanti nonostante un consigliere, il sottoscritto ( la codardia lo ha portato a non citare il nome? ) con articoli sulla stampa a suo parere ha offuscato  l’immagine dell’associazione”.  E’ quanto dichiarato ieri dal consigliere regionale del Gruppo misto, Giannino Romaniello.
“Ora – dice Romaniello – premesso che il sottoscritto ci tiene all’Avis quanto lui, visto che sono donatore da tanti anni, il presidente dimentica che dovere di ogni consigliere è quello di intervenire e chiedere tutte le informazioni necessarie in presenza di denunce e fatti riguardanti il buon andamento delle donazioni, il numero delle stesse come pure lo stato delle sedi sul territorio. Informazioni che il presidente non ha dato in occasione della sua audizione in Commissione consiliare, salvo lamentarsi per il ritardo dei contributi della Regione. Fatto ancor più grave – sottolinea Romaniello – lo stesso, a seguito di un contenzioso con la sede di potenza bene ha pensato di chiedere lo sfratto della stessa dai locali dell’Ater di ‘Via dei Volontari del Sangue’, chiedendo alla Regione di non corrispondere il fitto. Nel mentre il Consiglio regionale lavora per evitare che ciò avvenga, il presidente regionale dell’Avis pensa bene di avvisare i consiglieri che rischiano di finire davanti alla corte dei conti se continuano a sostenere come Regione la sede di Potenza. Ne ho sentite tante, ma quella di un presidente regionale che vuol far chiudere una sua struttura mi mancava”.
“Tornando al fatto che il sottoscritto ha chiesto il numero delle donazioni degli ultimi tre anni – prosegue Romaniello – il numero delle sedi e se vi è stata carenza di sangue tanto da dover ricorrere all’acquisto da altre regioni quando la Basilicata è stata quella che in passato ha dato sacche di sangue ad altri territori regionali, al presidente non è piaciuto tanto che ad oggi ancora non sono stati forniti i dati chiesti. Almeno oggi li ha forniti all’assemblea? Chi dirige una associazione di questo tipo ha il dovere di essere super partes e trasparente in tutto perché l’associazione riceve contributi dalla regione e il sangue è dato dai volontari, e dovere di chi li rappresenta è non far minimamente passare per la mente a chiunque alcun dubbio sulla corretta gestione”.
“Mi auguro – conclude Romaniello – che il presidente voli un pò più alto nelle sue relazioni e provi a rispettare tutti, a partire da chi non la pensa come lui in associazione oltre che avere il giusto rispetto nei confronti di chi i cittadini hanno chiamato a svolgere una funzione pubblica con il proprio voto”.

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