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Blocco convenzioni sanità privata, Martorano: “Né contraddizioni né aiutini”

“Non esiste alcuna contraddizioni tra la delibere di giunta Regionale 239 del 23 febbraio scorso e la delibera di giunta regionale 905 del successivo 20 giugno in quanto entrambe impediscono incrementi di spesa sanitaria a favore di eventuali nuove strutture sanitarie private”. La precisazione viene dall’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Attilio Martorano, in risposta a dubbi sollevati dal Consigliere Regionale Ernesto Alfonso Navazio. Tecnicamente, a quanto spiega il Dipartimento Salute, la prima delibera per evitare aggravi di spesa aveva previsto il blocco sia dell’accreditamento di nuove strutture private, ossia il rilascio del permesso per esercitare l’attività, sia la possibilità di stipulare contratti col Servizio Sanitario Regionale per erogare prestazioni in favore dei cittadini a carico dello stesso SSR. Allo scadere del periodo di blocco previsto dal provvedimento, ossia 4 mesi, nel riproporre la norma è stato confermato il solo blocco dei nuovi contratti tra strutture private e SSR essendo tale misura sufficiente a garantire il contenimento della spesa. A differenza di prima, ora, chi volesse aprire una struttura sanitaria per svolgere attività a carattere totalmente privato e a carico diretto dei cittadini potrebbe farlo.

Del resto, che il solo accreditamento non consenta l’erogazione di prestazioni a carico del SSR è esplicitamente previsto dall’art.16 della legge regionale 28/2000, così come modificato dalla L.R. 5/2002, art.10, che testualmente, al comma 4 sancisce: “L’accreditamento non costituisce comunque titolo ad effettuare prestazioni con oneri a carico del servizio sanitario in assenza degli accordi contrattuali”.

“Come evidente, nessuna contraddizione e nessun aiutino – ha concluso l’assessore Martorano – ma semplicemente una nuova regolamentazione che pur garantendo i sempre più indispensabili equilibri di spesa non mortifica l’iniziativa del privato”.

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