Braia e Polese contro la chiusura del Punto Nascita di Melfi

“Non si sopprima il punto nascita dell’ospedale di Melfi vero e proprio punto di riferimento di tutto il territorio del Vulture – Alto Bradano”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di Italia Viva della Basilicata, Mario Polese e Luca Braia che, annunciando anche la presentazione di una interrogazione consiliare sul tema, spiegano: “Siamo realmente preoccupati per le notizie che trapelano circa la chiusura del Punto nascita di Melfi nell’ambito del nuovo Piano sanitario regionale con  la riorganizzazione del sistema ospedaliero e della medicina del territorio entro il prossimo 15 maggio. Oltre alle notizie di stampa la chiusura del Punto nascita sarebbe confermata anche dal verbale della riunione della Giunta regionale dello scorso 28 aprile”.

“Una decisione da parte dell’esecutivo regionale e dell’assessore alla sanità Leone che – sottolineano Polese e Braia – danneggerebbe una parte importante del nostro territorio e i suoi concittadini. Una decisione inoltre che avrebbe il sapore della ‘beffa’ visto che solo 11 mesi fa lo stesso assessore Leone aveva dichiarato a margine di un incontro istituzionale con l’allora ministro alla salute Giulia Grillo che mai il Punto nascita di Melfi sarebbe stato soppresso e che anzi sarebbe stato rilanciato per bloccare l’emigrazione sanitaria verso la vicina Puglia”.

I consiglieri regionali di Italia Viva poi aggiungono: “Non vorremmo che dietro la soppressione del Punto nascita di Melfi ci sia altro e cioè il dover garantire personale in altri presidi e in particolare nell’ospedale da campo che si sta realizzando presso il parcheggio del San Carlo di Potenza”.

“In ogni caso – dicono – si tratta dell’ennesimo puzzle di una gestione della sanità lucana diventata un vero e proprio esempio di confusione e approssimazione. Una sanità lucana gestita come fosse una vicenda privata in cui si ignorano puntualmente le istanze del Consiglio regionale, le interrogazioni, le mozioni e gli appelli delle associazioni e dei cittadini. Come sta accadendo con l’ospedale di Villa d’Agri dove, nonostante gli annunci, la situazione è a dir poco preoccupante senza una reale prospettiva di futuro”.

“E’ necessario – concludono – che a due mesi e mezzo dall’inizio dell’emergenza in Basilicata si inizi a ripristinare la situazione così com’era prima del Covid 19”.

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