Brindisi, sulla Dema lo spauracchio del fallimento

Dema, l’azienda campana del settore aerospazio con sede anche a Brindisi, è ad un passo dal fallimento. O il Tribunale accetta il piano per la ristrutturazione del debito che conta 100 milioni di euro, oppure per l’azienda sarà la fine. Ieri mattina si è pronunciato il giudice del Tribunale di Nola, ma solo per concedere, come era stato chiesto, un ulteriore proroga ad uno dei creditori, ovvero all’Agenzia delle Entrate, per decidere, come hanno già fatto tutti gli altri creditori, di accettare o meno il piano di ristrutturazione del debito proposto da Dema. Per il 15 giugno si attende la sentenza del Tribunale.
In soldoni, il giudice deve decidere se Dema potrà continuare a produrre o dovrà chiudere i battenti. Un piccolo spiraglio di luce c’è, dato che il fondo di investimento inglese Bybrook Capital Llc e Morgan Stanley hanno manifestato interesse a rilevare l’80% del capitale di Dema al costo di 45 milioni di euro. Ma chiedono che prima venga approvato da tutti i creditori il piano di ristrutturazione del debito che oggi ammonta a circa 100 milioni.
Dema è un’azienda del comparto aeronautico che ha dichiarato una crisi prima congiunturale, poi strutturale dopo che la ex Agusta oggi Leonardo, aveva interrotto con la società ogni tipo di rapporto non rinnovando più le commesse che fino a quel momento avevano garantito la sua stessa esistenza. A Brindisi la crisi ha significato la cassa integrazione per una quarantina di lavoratori su 150 circa.

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