‘Cavalieri Templari’ a Presenza Lucana

Chi erano i Templari? E per quale motivo erano temuti sino al punto di ordinare un blitz (lemma di questa nostra epoca), per distruggerli tutti in una sola notte, con l’accusa di eresia, il 13 Ottobre del 1307, su ordine di Filippo Il Bello re di Francia?

Molto è stato scritto nei secoli sulle loro vicende e a volte in modo contradditorio tra gli storici. Si è fantasticato e si continua a farlo, con supposizioni diverse, anche sul tesoro da loro accumulato.

Giovedì 1 Dicembre alle ore 18.45, presso la sede di Presenza Lucana in via Veneto 106/A, con ingresso libero, per la cartella “LA STORIA”, il socio dott. Diego Guarniera, presenterà lo studio “I cavalieri Templari tra storia e leggenda”. L’autore ricostruisce un percorso lineare e a largo raggio, con una ricerca bibliografica approfondita.

“La vicenda dei Templari costituisce una delle pagine più oscure nella storia dell’Occidente medievale: il Tempio, creato come ordine religioso-militare per la difesa della Terra Santa, dopo essere diventato una delle istituzioni più potenti della cristianità, fu messo sotto processo agli inizi del XIV secolo e poi sospeso nel 1312 a causa delle gravi accuse che riguardavano i suoi membri.

Nell’Archivio Segreto Vaticano e nella Biblioteca Nazionale di Francia si trovano numerosissimi documenti, codici miniati, pergamene varie, alcune in pessime condizioni e quasi illeggibili. Purtroppo mancano molti documenti utili per ricostruire gli eventi e molti di essi, conservati nell’archivio di Castel Sant’Angelo, sono andati perduti o sono stati prelevati durante l’invasione di Napoleone in Italia per essere trasportati in Francia. Al loro rientro in Italia molti documenti mancavano e il successivo ritrovamento, nel 2001, della pergamena di Chinon ha chiarito, diversi aspetti importanti, lasciandone molti altri in sospeso.

La storia dei Templari è legata, essenzialmente, alla difesa della Terrasanta”. (Diego Guarniera. Le Letture dal discorso di Papa Urbano II ed il Giuramento dei Templari saranno declamate da Angelo Bommino. Introduzione di Michele Santoro.

 

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