Celebrazioni religiose in Basilicata per ricordare il terremoto del 1980

Sono passati 35 anni da quel 23 novembre 1980, giorno in cui la terra tra Basilicata e Campania tremò portandosi via 2570 persone e ferendone 8848. 687 comuni furono colpiti da uno dei peggiori terremoti che la nazione ricordi, sisma che raggiunse i 6.8 gradi della scala Richter lasciando dietro di sé una lunga scia di morti e feriti e togliendo la casa a circa trecentomila persone.
Per ricordare le vittime di questo tragico evento che tutt’oggi, ricordiamo, lascia strascichi nella vita di molte comunità, sono previste nella giornata di oggi celebrazioni religiose e cerimonie civili in molti dei comuni colpiti dal sisma.
A Balvano, paese simbolo della tragedia in quanto ebbe la sfortuna di essere l’epicentro del terremoto, verrà intitolata nuovamente a Marinella Bovino, bimba di dodici anni deceduta nel sisma, la scuola cittadina che aveva perso la denominazione in seguito all’accorpamento con un altro istituto. A Balvano morirono 77 persone di cui 66, compresa Marinella Bovino, nel crollo della chiesa del paese mentre stavano assistendo alla funzione religiosa serale.
“Per la nostra comunità – dice il sindaco di Balvano Costantino Di Carlo – tenere vivo il ricordo delle vittime è un dovere, ed è per questo importante ridare alla nostra scuola il nome di Marinella, simbolo di questa grande tragedia che colpì Balvano e tutta la regione”.
La giornata di ricordo è iniziata questa mattina alle 11.30 presso il cimitero di Balvano per la commemorazione delle vittime, alla cerimonia è intervenuto anche il prefetto di Potenza Antonio D’Acunto. Questa sera alle 18, poi, presso la scuola di Balvano, il presidente della regione Marcello Pittella scoprirà la targa dedicata a Marinella Bovino, a seguire si terrà una fiaccolata con un corteo che dalla scuola si sposterà verso la chiesa madre dove una cappella è dedicata alla memoria delle vittime.
A 35 anni dal sisma, dopo uno stanziamento statale di oltre cinquanta miliardi di lire, i postumi del sisma non sono ancora stati interamente smaltiti in quanto la ricostruzione del patrimonio edilizio colpito non è stata ancora portata a termine e in alcuni comuni colpiti molte persone sono ancora costrette a vivere nei prefabbricati messi loro a disposizione nelle immediate settimane seguite alla tragedia. Molte aziende che hanno beneficiato degli apporti statali oramai hanno chiuso i battenti o sono fallite, altre non hanno mai effettivamente intrapreso l’attività per cui erano state pagate lasciando ancora, dopo tutto il tempo trascorso, numerose famiglie in condizioni di disagio, a parziale risarcimento, oggi a Bucaletto, saranno consegnati i primi quattro alloggi popolari in un’area dove sono stati realizzati circa un centinaio di appartamenti.
Francesco Gucci

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