Cerignola, 40enne omosessuale si toglie la vita

Antonio Intellicato, un 40enne di Cerignola, omosessuale, si è suicidato la notte scorsa, ingerendo un cocktail di farmaci. Il motivo del gesto è dovuto sia al fatto che la sua famiglia non accettava la sua scelta di vita, sia perchè vittima di bullismo. Quattro anni fa ‘Tonino’ (così era conosciuto in città) fu accoltellato dal fratello minore perchè non riusciva ad accettare la sua omosessualità. Tonino era stato più volte vittima di bullismo anche per strada, ed aveva tentato di togliersi la vita già in passato. Stavolta i tentativi dei soccorritori del 118, intervenuti sul posto per rianimarlo, sono stati vani.
Sabato scorso, proprio a Foggia, si era svolta la manifestazione del Puglia Pride. L’iniziativa in passato aveva già toccato altri capoluoghi pugliesi. Al corteo, che si era concluso con un comizio, avevano preso parte anche diversi rappresentanti di partito e di istituzioni (con il governatore Michele Emiliano in testa). Anche l’amministrazione comunale di centrodestra, guidata da Franco Landella, aveva dato il suo benvenuto ai partecipanti.
“Non lasciamo che dopo l’arcobaleno del Pride, del fiume gioioso che ha invaso le strade di Foggia meno di una settimana fa, torni il buio della solitudine – ha commentato il presidente dell’associazione foggiana Changes, Lorenzo Frattarolo – Dobbiamo accendere i riflettori sulla zona d’ombra del nostro vivere sociale, quelle nelle quali, magari prendendo a pretesto una fede, si professa e si pratica discriminazione nei confronti di altri esseri umani”. Frattarolo ha anche commentato la morte di Antonio Intellicato: “La somma dei pesi che il suicida di Cerignola ha dovuto sopportare e che già in precedenza lo aveva indotto a tentativi di suicidio, è stata senz’altro aggravata dall’atteggiamento omofobo tenuto nei suoi confronti dalla sua città e dalla sua stessa famiglia. Antonio è ormai al di là di ogni odio e di ogni, ma noi abbiamo il dovere di pensare ai tanti ‘Antonio’ a cui il nostro pregiudizio, la nostra miopia e la nostra ferocia impongono un calvario simile al suo”.
L’eco del gesto del 40enne cerignolese è arrivato anche nelle stanze romane. Duro il commento di Ivan Scalfarotto, il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi, che è arrivato all’undicesimo giorno di digiuno, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’assenza nel nostro Paese di norme a riconoscimento e tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans: “Ancora più intollerabile è che questo avvenga in un mondo alla rovescia, un mondo dove si insabbia la legge contro l’omofobia, dove si attacca il lavoro dell’UNAR contro la discriminazione, dove le vittime sono dimenticate nel silenzio e nell’oscurità, e le colpe e i colpevoli agiscono con la protervia di chi si sente protetto, blandito, silenziosamente incoraggiato”

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