Cia: presentato il distretto “pomodoro” per il Mezzogiorno

Sono i punti cardini del “Distretto del pomodoro da industria del Mezzogiorno”, presentato dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori a Foggia in un convegno al quale ha preso parte una delegazione della Cia lucana guidata dal presidente Donato Distefano e produttori lucani di pomodoro del Vulture-Alto Bradano e Materano. L’obiettivo comune emerso nel corso dell’incontro è quello di superare le divergenze tra i molteplici “attori” della filiera agricola meridionale e giungere ad un obiettivo univoco, quello di percorrere una strada comune di sviluppo, superando le barriere geografiche e creando un sistema di rete tra tutte le rappresentanze territoriali del Sud. E’ a questo che servirà il Distretto del pomodoro da industria del Mezzogiorno, un vero e proprio contenitore economico stabile per dare stabilità a tutte le organizzazioni della filiera. Uno strumento che appare al momento l’unico in grado di dare una boccata d’ossigeno a un settore che nel 2010 ha respirato aria di profonda crisi. E’ stato il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, concludendo i lavori, a rimarcare l’urgenza di un progetto che apra nuove prospettive ad un settore che oggi nel Sud vive un momento particolarmente delicato, con problemi che vanno affrontati con tempismo e azioni adeguate, anche perché il 2010 è stato l’ultimo anno del periodo transitorio di disaccoppiamento parziale degli aiuti comunitari. Con il nuovo anno, quindi, il settore navigherà in mare aperto, senza più alcun sostegno diretto alla trasformazione della materia prima e ciò comporterà gradualmente nuovi assetti organizzativi della filiera. Per questa ragione è indispensabile operare -è stato rilevato durante i lavori del convegno di Foggia- per la stabilità della filiera, soprattutto se si pensa che lo spirito del disaccoppiamento totale risiede proprio in una maggiore libertà, per l’imprenditore, di decidere quale ordine colturale scegliere per la propria azienda in base alle convenienze che trova sul libero mercato. Ovviamente -è stato sottolineato dalla Cia- i produttori dovranno continuare a mantenere uno stretto rapporto con le aziende di trasformazione, la cui attività in questo comparto è fortemente legata a quella agricola. La firma di un contratto e l’obbligo di rispettarlo, seguendo regole condivise, sarà il nuovo perno delle relazioni interprofessionali.

Bisogna, tuttavia, creare le condizioni favorevoli – ha detto il presidente lucano della Cia Distefano – affinché le sinergie di filiera si concretizzino in accordi stabili tra produzione ed industria. Ecco perché la Cia ritiene che per il Mezzogiorno il Distretto sia il giusto contenitore di questi rapporti economici di filiera. Non dovrà certo sostituirsi all’Organismo interprofessionale ortofrutticolo, dato che le competenze sono diverse, ma è proprio nel suo ambito che la filiera potrà riunirsi sistematicamente e portare avanti le trattative necessarie agli accordi e ai contratti-quadro.

In pratica, per il comparto pomodoro da industria del Mezzogiorno sia l’Organismo interprofessionale ortofrutticolo che il Distretto, se lavoreranno in sinergia, saranno due importanti strumenti di programmazione e coordinamento della filiera, anche per la salvaguardia e la valorizzazione della qualità del prodotto, contribuendo al rilancio del “made in Italy”.

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