Cidi Potenza preoccupato per la riapertura delle scuole prevista per il 7 gennaio 2021

Il Cidi (Centro Iniziativa democratica insegnanti) di Potenza esprime forte preoccupazione per quanto concerne il rientro a scuola degli Studenti e dei Docenti degli Istituti scolastici di secondo grado previsto per il 7 gennaio 2021.
“È evidente che l’interesse di tutti è quello di garantire il ritorno in presenza rispettando le norme di sicurezza già adottate da quando è cominciata la pandemia fino a quelle che più di recente hanno costretto il settore delle scuole superiori a lavorare solo a distanza: ritardare ancora il rientro a scuola significherebbe segnare negativamente il successo formativo di tutti gli studenti, negare la necessità di contesti di apprendimento quanto più partecipativi e plurali. – si legge in una nota del Cidi – La decisione presa dal Prefetto di Potenza di voler scaglionare l’ingresso degli studenti nelle due fasce orarie delle ore 8.00 e delle 10.00 suddividendoli per triennio e biennio non ci sembra la più adeguata. Nella maggioranza degli istituti superiori, a seconda degli indirizzi, si svolgono non meno di cinque/sei ore di lezione con relative esercitazioni di laboratorio soprattutto negli Istituti Professionali sia nel biennio che nel triennio; la maggioranza degli studenti è costituita dai pendolari: a fronte di un incremento di corse da e per i Comuni dai quali si registra la maggior utenza, come sarà possibile svolgere l’attività didattica di apprendimento/insegnamento fino alle 14.00 per i primi ingressi e fino alle 16.00 per i secondi? E per quegli Istituti che prevedono le attività laboratoriali in orario pomeridiano come si farà per garantire agli studenti l’effettivo esercizio del diritto di studio? Molti dei Docenti, secondo l’organico di diritto e di fatto di ciascuna scuola, hanno la propria cattedra suddivisa tra classi del biennio e classi del triennio e quindi l’orario di servizio prevede nella stessa mattina sia le une che le altre: come dare attuazione a quanto indica il Prefetto se a questo aggiungiamo il fatto che spesso i Docenti hanno più scuole non necessariamente ricadenti in un solo Comune? L’orografia della nostra Provincia non consente spostamenti agevoli con i mezzi privati, cosa ne sarà con i mezzi pubblici non potenziati in maniera diffusa e capillare?”.

 

 

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